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 Oggetto del messaggio: L’ESSERE DELL’EURITMIA di Michael Debus
Messaggio da leggereInviato: 10/10/2012, 2:24 
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Copio qui, permettendomi alcuni leggeri riassunti di tanto in tanto, una sintesi che lo stesso autore ha fatto di una sua conferenza al Goetheanum. Tale sintesi fu pubblicata in Antroposofia, 2\2012.
Debus, nato nel 1943, è sacerdote della Comunità dei cristiani a Stoccarda.
Il presente testo, suddiviso da me in capitoli numerati, potrebbe servire per uno studio-discussione nel corso di uno dei prossimi incontri del Gruppo Nordest.

Michael Debus
L’ESSERE DELL’EURITMIA

Il concetto di arte per l’euritmia nel sociale. Da una conf. del 28/4/2011 tenuta al Goetheanum
Pubblicata su Antroposofia, 2\2012
Sintesi copiata da G. con qualche ulteriore riassunto.

1 - Rinnovare le professioni = verso l’esoterismo delle professioni

Else Klink, quando parlava dell’euritmia, si poteva sentire bene che non parlava di una cosa, bensì di un essere, con il quale aveva una relazione vivente.
Avviarsi verso l’esoterismo della professione
Rinnovamento non significa “riforma”. La medicina antroposofica non è naturopatia. Siamo davanti a spunti del tutto nuovi, a un nuovo inizio, che ha la stessa radice di “iniziativa” e “iniziazione”, qualcosa di esoterico. In fondo si può parlare di rinnovamento delle professioni solo nella misura in cui il singolo lo vuole con iniziativa ed in cui la professione gli diviene un interiore cammino di “conoscenza”. Rinnovamento delle professioni significa avviarsi verso l’esoterismo della professione. Alcune professioni sono state rinnovate da R Steiner in vasta misura, alcune solo in modo iniziale, si trattava però sempre del legame con lo sfondo esoterico.
“Esoterico” (alla lettera: nell’interiorità) ci indirizza sempre verso l’”essere” di una cosa. Nello sfondo di ogni realtà agiscono esseri. Anche dietro alle professioni stanno determinate entità. Il rinnovamento delle professioni nel senso dell’antroposofia è collegato al fatto che gli appartenenti ad una certa professione vogliono e possono fondare una relazione con questi esseri.
R Steiner disse una volta in una certa situazione: “Quando mi si rivelò questo vostro movimento …”. C’era dunque un tempo in cui ciò ancora non accadeva. Poi venne il momento della rivelazione, in cui l’essere si presentò ai suoi occhi. Ciò è paragonabile al momento in cui si guarda direttamente negli occhi un uomo, quando una relazione ha inizio.
Possiamo ora chiedere: qual è stato il momento in cui R St ha per la prima volta “guardato” negli occhi l’essere euritmia? Se si segue il graduale sviluppo dell’euritmia si può individuare con più chiarezza questo momento. Serve però un contesto spirituale più ampio che ora esamineremo.



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 Oggetto del messaggio: 2 - Cristo et. e allentamento del C.Et.
Messaggio da leggereInviato: 10/10/2012, 2:27 
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2 - Cristo eterico e allentamento del C.Et.

La sfera di Colui che ritorna

H. Zimmermann ha detto di essere certo che quanto è stato dato quale “Rappresentante dell’umanità” costituisce la sorgente dell’euritmia: significa che questa sorgente giace direttamente nella sfera di Colui che ritorna. Dal 1910 RS ha iniziato a parlare del ritorno del Cristo, sperimentabile già dal 1909 nella trasformazione dell’aura della terra. Ne parlò già prima, nel 1905, nel senso di un evento futuro collegato in modo essenziale con la sesta epoca di cultura. “Allora vi sarà una vera fioritura del cristianesimo, il paganesimo sarà collegato al cristianesimo”. Con il 1908 chiarisce che il futuro evento del Cristo è legato a trasformazioni nell’ambito dell’eterico.

Allentamento del corpo eterico e percezione del Cristo.

Aprile 1908: RS parla per la prima volta del fatto antropologico che i corpi eterici degli uomini cominciano ad allentarsi. “l’umanità … è giunta al punto in cui in gran parte degli individui i corpi eterici iniziano ad allentarsi … [Pertanto] tutto ciò che prima era realtà fisica un po’ per volta deve spiritualizzarsi.”
Due giorni dopo giunge un’indicazione del tutto diversa: il Cristo sarebbe ritornato, ma non più nella carne, bensì nell’ambito eterico: “Il Cristo è stato incarnato soltanto una volta nella carne. Tornerà, ma non più nella carne, bensì solo quando l’umanità lo riconoscerà nel corpo eterico”.
Da un lato abbiamo a che fare nell’uomo con un allentamento nel C.Et., dall’altro con la percezione del Cristo “nel C.Et.”. Si congiungono un aspetto soggettivo, antropologico, e un aspetto oggettivo, cosmico.
Sei settimane dopo, ad Amburgo, conf. sul vangelo di Giovanni:
Egli è qui e ritornerà, non in una figura carnale, ma in una figura tale che gli uomini che si saranno opportunamente sviluppati grazie alla forza del vang. Di Giov. Possano vederlo, percepirlo, e non perderanno la fede se hanno la forza di vederlo. Il senso dell’antroposofia è preparare gli uomini per quando il Cristo riapparirà nella sesta epoca di cultura, attivo fra gli uomini, per cui può avvenire per gran parte dell’umanità quanto è accennato nelle nozze di Cana”.
Successivamente il ritorno del Cristo non venne più messo in rapporto con le nozze di Cana, ma con l’esperienza di Paolo a Damasco.



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 Oggetto del messaggio: 3 - Nascita dell’euritmia
Messaggio da leggereInviato: 10/10/2012, 2:34 
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3 - Nascita dell’euritmia

Domanda senza conseguenze

Alle conf. sul vang. Di Giov. Era presente la pittrice russa Margarita Woloschin, che poi collaborò nel Goetheanum. Steiner, dopo la prima conf (18-5-08) in cui parlò del mistero del Logos, le chiese: “E’ in grado di danzarlo?” Lei rimase colpita, lui “restò in piedi per un certo tempo davanti a me, e mi guardava come aspettando qualcosa, ma io non gli chiesi nulla”. Qui R Steiner vedeva l’essere dell’euritmia in connessione diretta con il tema del ritorno del Cristo eterico. La forma della domanda era inusuale, di solito lui aspettava che gli arrivasse una domanda. Magari è qui che nacque l’euritmia, che poi sorse senza la Woloschin.

Ritorno del Cristo eterico ed euritmia.

I due temi confluirono, sino al colloquio definitivo con Clara Smits. In questi 3 anni RSt guardò indietro verso il mistero del Golgotha e alla sua azione sui corpi eterici degli uomini.
Da quel tempo esiste dunque qualcosa nel corpo eterico dell’uomo che non partecipa alla morte … con i corpi eter. Diventati viventi si forma una sorta di sfera spirituale intorno alla terra. E’ ciò che il Cristo chiama lo Spirito Santo (OO 112, 6.7.09)”
E come si forma questa sfera spirituale? Per il fatto che il sangue del Redentore fluì entro la terra, si eterizzò e, accolto dalle forze eteriche della terra divenne sostanza eterica.



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 Oggetto del messaggio: 4 - Il quinto etere, la moralità, il fantoma
Messaggio da leggereInviato: 10/10/2012, 2:39 
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4 - Il quinto etere, la moralità, il fantoma

Il quinto etere e la moralità

I quattro tipi di etere sono: vitale, chimico, di luce, del calore, attivi nel modo dei sensi, evolutisi da Saturno in poi. Se ora si vuole comprendere il fatto che “l’euritmia è attiva sulla realtà eterica dell’uomo” solo in relazione ai 4 eteri, non si vede tutto l’insieme. La sostanza eterizzata fluita dal Golgotha alla terra rappresenta una nuova sostanza, un “quinto etere”: questa sostanza eterica è morale. Le forze vitali del futuro saranno sempre al contempo forze morali. Lo previdero gli occultisti e la mistica orientale. Ma allora si aprono ulteriori domande.
Che cos’è l’ “etere morale”? La capacità di rigenerazione degli uomini dipende dalla loro moralità? La moralità ha in qualche modo a che fare con la forza vitale?
Esaurite dalla natura le attuali forze eteriche, dovremo appoggiarci sempre più sul quinto etere per poterci rigenerare, cosa che oggi si può ancora fare in qualche luogo, ma di certo le cose cambieranno, e allora che faremo? Impareremo a rigenerarci in altro modo, l’etere morale, della libertà, prenderà il posto delle forze della natura, che gradualmente spariranno.

Azione diretta dell’eterico sul fisico

In seguito RSt descrive il corpo eterico del Cristo che ritorna:
Gli uomini avvertiti sapranno che hanno a che fare con il corpo eterico. Ma sapranno che questo è l’unico C Et che può agire nel mondo fisico così come altrimenti agisce solo il c. fisico umano.”
Ma il C Et non agisce sempre nel mondo fisico? Certo, ma solo se incarnato in un C Fis. Ma non può agire in modo diretto sul mondo fisico. Non può far nascere una pianta senza il seme, per es. Un’azione diretta sarebbe magia, cioè un’azione diretta dello spirito nel fisico. R St dice ora proprio questo in rapporto alla qualità delle forze eteriche future: una prospettiva inusuale e fuori dalla norma per la realtà eterica!
“ mesi e mezzo dopo, (12\11) R St colloquia con Clara Smits, a proposito della figlia di questa, Lory, che “vuol fare qualcosa col movimento”. Domanda decisiva: Steiner da tempo era interessato ad un’arte del movimento poggiante sugli impulsi eterici di movimento.
A ottobre 1911 St aveva parlato del fantoma; nel settembre 1912 (sul Vangelo di Marco) emerge una nuova prospettiva sulla resurrezione: il corpo risorto viene ora descritto come un corpo eterico addensato “in modo tale che i discepoli possano percepirlo”, con il quale poteva muoversi e girare.
Corpo eterico addensato? Oppure fantòma, cioè corpo fisico. Nel frattempo R St dà a Lory Smits i primi elementi di euritmia.

Nascita e denominazione dell’essere euritmia.

Il nome viene da una risposta “senza tentennamento” di Marie von Sivers a RSt. Ora la linea iniziata con le esposizioni sul corpo eterico e il ritorno del Cristo va ora proseguita nelle sue esposizioni sull’euritmia. Poi descrive le arti in relazione con gli arti costitutivi: architettura\corpo fisico, scultura\eterico, pittura\astrale, musica\io, poesia\sé spirituale, euritmia\corpo eterico spiritualizzato, cioè spirito vitale. [segue lunga citazione, in cui in sostanza R St esprime il concetto che l’euritmia è solo ai primi vagiti, rudimentale ecc.]
L’euritmia si è incarnata in questo processo da 5\1908 a 9\1912, e nel 1914 fu messa in relazione con lo spirito vitale quale arte del futuro.

L’euritmia e la realtà morale eterica

Nell’euritmia siamo di fronte non alla “realtà eterica”, ma ad un eterico specifico, indicabile come quinto etere, l’etere del Cristo. Gli euritmisti attingono all’aura eterica della terra quando fanno realmente euritmia. Ma che cosa è euritmia e che cosa (altre arti del movimento) non lo è?
La risposta è connessa alla moralità e alla libertà, uomo e artista-euritmista non si possono separare. L’antroposofia prepara al ritorno del Cristo eterico, nell’arte l’euritmia fa lo stesso. E quanto alla suddetta “magia” di un c.et. che agisce direttamente sul fisico, si accenna con ciò all’euritmia come arte morale. La moralità agisce come effetto direttamente trasformante sul c.fis. Si può di fatto dire che il Cristo che riappare fa euritmia. E se si parla di un suo corpo eterico “addensato”, anche ciò è una descrizione della realtà dell’euritmia.



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 Oggetto del messaggio: 5 - Arimane e Lucifero
Messaggio da leggereInviato: 10/10/2012, 2:45 
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5 - Arimane e Lucifero

Arimane e l’euritmia

Il lato oscuro dell’euritmia è Arimane. Da 9/1/1915: “Grazie ai movimenti euritmici cerchiamo di tirar fuori, se così posso dire, ciò che l’io riesce a creare nel corpo eterico in quanto a movimenti, nella misura in cui questo può oggi già avvenire. Se vi rappresentate euritmizzati una poesia o un pezzo di musica, astraendo, ignorando il corpo fisico e guardando ciò che fa il corpo eterico, allora avreste l’io in movimento entro il c. eterico”.
L’io crea movimenti nel c. eterico, si tratta di un evento occulto. Grazie all’euritmia esso viene reso visibile, l’esot. diviene essoterico. In questo senso l’euritmia è un’arte che essoterizza.
Considerate il pensiero: ogni movimento euritmico tira fuori ciò che l’io crea nel c. eterico in quanto a movimenti. Chi è attivo qui? L’euritmia crea qualcosa o porta ad espressione qualcosa che – in termini occulti – è già presente? E’ un’arte che parla od ascolta? Sempre RS: “ …per il fatto che Arimane è venuto al mondo, il c. eterico è stato così indurito da non poter sviluppare come dote naturale l’euritmia … impedendo all’elemento euritmico di emergere”.
L’euritmia dev’essere carpita a viva forza ad Arimane, altrimenti ne prende possesso, allora è Arimane che fa euritmia. E’ un punto molto delicato.
L’azione di Arimane nel mondo ha portato ad un indurimento del corpo eterico dell’uomo, dobbiamo fare una chiara distinzione tra “addensamento del corpo eterico” e “indurimento del corpo eterico”. L’euritmia lavora con l’addensamento, la concentrazione del c. et. Quando però all’euritmia collabora Arimane, allora si lavora con il c. et. Indurito, così indurito grazie all’azione di Arimane che l’euritmia non si sviluppa più come gesto naturale.

Natura e naturalezza nell’euritmia

Che cos’è un gesto “naturale”? Si tratta di una naturalezza conquistata. Solo l’uomo maturo, esperto, può tornare ad esser naturale in modo nuovo. Se quanto facciamo è solo natura, c’è lo zampino di Arimane. Ma l’euritmia, naturalezza conquistata nel movimento, supera ciò.
Vi è solo una zona nell’uomo in cui il c. eterico può fare ancora euritmia in modo naturale: la laringe e il polmone. Nella laringe e nel polmone il c. eterico non è ancora indurito, qui fa ancora oggi euritmia.
Il c. eterico che è stimolato a vivere in movimenti euritmici quando risuonano musica, canto, e anche linguaggio, viene trattenuto dalla pesantezza del corpo, quindi anche da Arimane, dal fare realmente questi movimenti e può portarli ad espressione reale solo grazie ad un unico arto: può adagiarli solo nel polmone e nella laringe, in quanto preme attraverso di loro l’aria. Il parlare e il cantare sorgono in questo modo”. (O. O. 161, 9.1.1915).
L’euritmista fa emergere l’elemento “naturale”anche da tutto l’uomo rimanente. La cosa meravigliosa è che nell’euritmia fa euritmia tutto l’uomo, non solo il c. eterico della laringe e del polmone. Ciò è connesso con la facoltà della nuova realtà eterica di agire direttamente sul fisico quale corpo eterico addensato che
può agire nel mondo fisico così come altrimenti agisce un c. fisico umano" (ibid.)
L’euritmista lavora con questo corpo eterico che non è incarnato solo quale evento naturale, ma che deve essere “tirato fuori”. Il fatto che i corpi eterici oggi si allentino svolge qui un certo ruolo. Se infatti questi corpi eterici allentati non ricevono un orientamento, la cosa porta al caos.

“Rimedio” contro la tentazione delle potenze dell’ostacolo

RS caratterizza in modo molto accentuato l’azione di Luc e Ar, come uno stare davanti ad un abisso.
Il primo abisso è la bugia, la degenerazione dell’uomo ad opera di Arimane. Il secondo è l’egoismo, la degenerazione dell’umanità ad opera di Lucifero”. Il fatto che l’umanità finora non sia stata inghiottita dall’abisso è merito degli “spiriti che fanno procedere gli uomini e che hanno operato con mezzi che contrastano queste forze”.
L’antidoto contro Lucifero è la sofferenza, quello contro Arimane è l’esperienza del karma. Questi spiriti che fanno procedere gli uomini mettono l’uomo in condizione di superare il peccato e il male, cioè danno all’uomo la possibilità di portare il suo karma, di lasciarlo agire. Gli esseri “antilucifero” hanno portato nel mondo sofferenza, dolore, e morte. Quelli che “avevano da portare migliorie in ciò che scorre dall’errore sopra il mondo sensibile, hanno dato all’uomo la possibilità di accantonare tutto l’errore con il suo karma, di cancellare di nuovo tutto il male che ha introdotto nel mondo”.
La bugia di fondo di Arimane è la rappresentazione che il mondo materiale sia tutta la realtà. Non è facile sfuggire a questa bugia. Chi è incerto cerca un sostegno saldo nel mondo fisico, materiale, dove “si sta con i piedi in terra”. Sì, ma questa realtà può anche essere una illusione arimanica. L’antidoto contro Arimane si chiama karma. Visto che gli uomini hanno un karma devono sempre di nuovo confrontarsi con il fatto che il mondo materiale non è l’unica realtà, neppure quella determinante. Già se a uno cade in testa la “famosa” tegola “karmica” e ne subisce le conseguenze, forse si chiederà: che cosa mi vuol dire questo evento? Che significa nella mia biografia? Ma se la tegola “vuol dire” qualcosa, allora il processo non è più solo materiale. La vera causa della sua caduta sta al di là dei puri processi causali delle leggi di natura. O la tegola mi colpisce per via delle leggi della fisica, e allora non è karma, oppure mi cade in testa per motivi karmici, e la causa allora non è solo la legge di natura. Ma come agisce il karma senza eludere le leggi di natura? Ecco la funzione antimaterialistica, antiarimanica. Le leggi del karma provengono da un ordine del mondo morale che non è accessibile ad Arimane. Egli conosce solo l’ordine del mondo fisico. Questo è il contenuto di ciò che per RS rappresenta la cosiddetta “questione cardinale”:
“…ciò che ha guidato gli uomini fino alla condizione attuale ha prodotto proprio ciò che l’uomo oggi non riesce a comprendere, cioè come interagiscano fra di loro l’ordine del mondo morale e fisico. Oggi non possono compenetrarsi reciprocamente perché l’uomo deve diventare un essere libero. Ma l’uomo deve guardare ai punti nodali del mondo in modo che in essi l’ordine naturale e quello morale siano una sola realtà. " (O.O. 198, 28.3.1920, in Fattori salutari per l’organismo sociale, ed. Antroposofica).

L’intenzione di Arimane: anonimizzazione

Arimane conosce l’antidoto alla sua forza di seduzione e vi lotta contro. Lotta in via di principio contro l’idea di reincarnazione e karma. Tenta di staccare l’uomo dal suo karma. Oggi gli uomini vengono staccati quasi sistematicamente dal loro karma tramite la anonimizzazione. L’anonimo, ciò che è senza nome, si rivolge sempre contro il karma; questo, viceversa, emerge soltanto dalla concreta relazione da uomo a uomo.
In Facebook la forza di attrazione delle relazioni poggia su una “vicinanza anonima”. E ancora, molti, quanto più anonimo è il setting tanto maggiormente espongono “pubblicamente” anche le cose più intime. Con il concetto di “intimità anonima” si può caratterizzare in modo pertinente il regno di Arimane. E’ un fenomeno che oggi troviamo dappertutto.
Se da una parte Arimane cerca di staccare l’uomo dal suo karma, , dall’altra “il Cristo diviene per l’uomo il Signore del karma. Questo significa: l’ordine delle vicende karmiche verrà gestito dal Cristo” (O.O. 131, 14.10.1911). Ciò porta ad una profonda trasformazione dell’ordine karmico.

Cristo e Arimane nella sfera dell’eterico

Attraverso il suo sacrificio, Cristo vive ed è presente nella sfera ov’è anche Arimane, quella dell’eterico, dove si incontrano direttamente. Questo regno dell’eterico è lo stesso regno dell’euritmia. La lotta di Arimane contro il Cristo che ritorna nell’eterico si rispecchierà certamente anche nella lotta per l’euritmia.
Nel periodo precristiano l’umanità aveva una impronta luciferina, e l’uomo si isolava. Dopo Cristo ciò va bilanciato, gli uomini devono tornare ad avere un rapporto tra loro. Cioè: il Cristo porta la fratellanza.
Anche Arimane vuole mettere insieme gli uomini (al contrario che Lucifero). Ma li vuole riunire così che tutto “funzioni bene”. Nascono organizzazioni “che funzionano bene”, macchine sociali in cui ognuno è rotella. Se tutto è pensato correttamente la cosa funzionerà, e allora sorge una specie di movimento che movimento non è, un “movimento statico”. Arimane crea l’illusione che tutto vada sempre più veloce: navigare in internet, il trasferimento della quantità di dati, le info in tempo reale, i voli intercontinentali. In realtà è tutto statico.



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 Oggetto del messaggio: 6 - Euritmia vs anonimità
Messaggio da leggereInviato: 10/10/2012, 2:49 
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6 - Euritmia vs anonimità

Compiti per l’euritmia

Nel karma ci fu dato un antidoto contro Arimane. Nell’euritmia è dato l’antidoto che oggi l’uomo stesso deve immettere nel divenire dell’umanità. Si tratta di una via che va dal “movimento statico” di Arimane ad un vero movimento che procede dal corpo eter. Indurito verso un lavoro nel corpo eter. Addensato, dalla “magia” della tecnica verso una diretta azione dell’eterico nel fisico.
Si immagini un gruppo che fa vera euritmia, ove ognuno incontra ogni altro in modo del tutto personale ed individuale. Fare euritmia significa tenersi in contatto “di sguardo” eterico (non esteriore) con l’altro. Non ci si può muovere euritmicamente senza “tenere d’occhio” sempre, etericamente, l’altro. Questo è il contrario di “anonimo”. L’euritmia è la terapia più importante contro l’anonimato. Se negli aeroporti ci fosse uno spazio dove fare 10 minuti di euritmia per strapparsi alla anonimità … !
Poi, la “relazione in movimento”: gli uomini nel gruppo hanno una relazione tangibile fra di loro e sono in un movimento permanente. Quando ci si sperimenta in un gruppo del genere si sente questo organismo come una realtà contrapposta alla macchina sociale che funziona. Nell’euritmia non vi deve mai essere solo un f”funzionamento”, determinante è il “movimento”. Che necessita anche di forma, la quale dovrebbe sorgere completamente dal movimento, come i vortici dell’acqua, per es. All’uomo che si muove si svelerebbe la forma dal movimento. Dato però che siamo molto orientati sul raziocinio iniziamo dalla forma per trovare da qui poi il movimento. Questo è il compromesso necessario all’uomo moderno. La vera via è: configurare il movimento. Solo un movimento configurato ha un senso, ed ogni movimento euritmico trova il suo senso nella forma di euritmia.

Karma e forma di euritmia

Il karma nella sua essenza non è altro che “forma euritmica del destino”. Negli incontri karmici gli uomini si muovono facendo delle “forme di euritmia”, legate a quei “fili” che “il karma tesse nel divenire del mondo”. Per converso, anche ogni forma di euritmia crea karma, non esteriormente, ma per il fatto che il karma “si mette in movimento”. Uomini irrigiditi nel karma tornano gradualmente a mettersi in movimento. Il karma non è né pesante né leggero, questi sono concetti borghesi. Tutto è bene finché l’uomo è “in movimento”.
L’euritmia è linguaggio visibile e canto visibile. E’ anche karma visibile, così come lo sono le forme del Goetheanum (v. Nessi karmici 2°):
“… Goetheanum strumento educativo alla visione del karma, grazie al modo in cui in esso si coltivava sempre più e più antroposofia”.
Sappiamo da Tatiana Kisseleff che le forme di euritmia hanno la stessa origine spirituale delle forme del primo Goetheanum. “R St indica che le forme di euritmia sono risultate in parallelo a quanto egli ha sperimentato quando ha creato le forme della costruzione del Goetheanum. Sono sorte da un impulso artistico della stessa natura. Probabilmente non sarebbe stato possibile trovare l’euritmia senza il lavoro alla costruzione del Goetheanum. Prima dell’idea della costruzione essa era presente solo nei tentativi dei primordi.”
Siamo così nel mezzo del superamento delle intenzioni di Arimane. Arimane vorrebbe separare l’uomo dal karma – l’euritmista plasma con gli uomini nuovo karma nella forma del movimento euritmico.
Arimane vorrebbe anonimizzare l’uomo: l’euritmista pronuncia il “nome”, fa emergere l’individualità grazie alla reciproca relazione fra gli uomini che stanno fra loro in contatto con lo “sguardo eterico”.

(FINE)



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 Oggetto del messaggio: L’ESSERE DELL’EURITMIA Riassunto
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Un riassunto dello stesso autore si trova al termine dell'articolo. Eccolo.

RIASSUNTO
I movimenti euritmici agiscono direttamente dall'eterico sul fisico. Non tutti i movimenti provengono dal corpo eterico incarnato. Ai movimenti naturali che l'euritmista fa si aggiungono forze eteriche dal corpo eterico che agisce direttamente sul fisico, così come R Steiner descrive la cosa parlando degli eventi del Cristo.
L'uomo viene preservato dal caos che oggi emerge generalizzato per il fatto che i movimenti del corpo eterico allentato vengono indirizzati verso un movimento pieno di senso. L'aumento di forze che ne risulta aiuta l'uomo a non perdere il suo karma abbandonandolo ad Arimane, collegandosi invece a forze nuove che formano karma. L'euritmia è karma visibile.
L'euritmia significa uno stimolo e un corroborare quelle forze che R Steiner chiama "le forze del futuro nel corpo eterico". L'essere umano viene in tal modo collegato con il suo futuro, con tutte quelle forze dalle quali emergerà in futuro Giove.
Ed infine l'ultimo punto forse decisivo: l'euritmia è un'arte morale, in quanto ha a che fare con le forze eteriche morali, con il quinto etere. Con ciò si richiama e ci si appella a tutto l'atteggiamento interiore del carattere dell'euritmista. L'euritmista può essere euritmista solo con tutto il suo essere, con tutta la sua umanità. O è euritmista, oppure vive nella illusione di poter praticare l'euritmia, magari parzialmente e collegandosi con altro. Vera euritmia è arte morale e un baluardo contro Arimane nel tempo presente.



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 Oggetto del messaggio: Re: L’ESSERE DELL’EURITMIA di Michael Debus
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L'articolo tocca alcuni problemi interessanti. Nella parte prima vi è un riferimento all'esoterismo delle professioni che in pratica viene ripreso più tardi, quando si afferma che l'euritmista può essere tale solo con tutto il suo essere. L'argomento rimanda ad un punto simile toccato qui tempo fa nel parlare dell'insegnante Waldorf.

viewtopic.php?f=40&t=47

Io sostenevo che egli doveva essere immerso nell'antroposofia ed averla come scopo. Mi fu fatto notare che l'antroposofia non è uno scopo, ma un mezzo per l'uomo, con cui ricollegarsi allo spirituale.

Cita:
L'Antroposofia non è uno scopo... è uno dei mezzi per arrivare alla Verità.
Socrate diceva che la Verità è una, oggettiva, mentre le strade per giungervi sono tutte soggettive. La Scienza dello Spirito, a sua volta, è un mezzo.
...

Il fatto che si leggano conferenze, libri o si partecipi ad attività, addirittura avere la tessera di Socio, sappiamo tutti che non significa Essere antroposofo...o far parte, meglio ancora, della Corrente di Michele.
L'antroposofia e la Scienza dello Spirito non sono uno scopo... ma sono il mezzo per cui è data la possibilità di entrare nella vita con una forza diversa, con una coscienza diversa, portando azioni diverse, dalla vita quotidiana esteriore.


E' dunque quanto sopra in contraddizione con l'assunto che l'euritmista - ma a questo punto: ogni esperto di antroposofia, sia che faccia conferenze, che insegni o faccia euritmia - dovrebbe vivere così profondamente la sua condizione da identificare tutto della sua vita in essa? Siamo di fronte a una scelta di tipo assolutistico, "parareligiosa"?

Per ora mi fermo qui, non senza aver notato che, dovendolo copiare, ho trovato l'articolo forse eccessivamente farcito di corsivi e virgolette, quasi che la lingua normale non possa bastare a coprire tutte le necessità espressive e si dovesse ricorrere a queste sottolineature eccezionali, a queste accezioni particolari dei termini che, alla fine, non danno la leggerezza dell'euritmia, ma la pesantezza di parole un po', come dire, impotenti ...



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 Oggetto del messaggio: Re: L’ESSERE DELL’EURITMIA di Michael Debus
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Mi sono fermato alla terza parte, ma l'articolo è ben scritto, interessante.
Steiner parlerebbe di una classificazione delle arti in relazione ai costituenti dell'uomo. E' possibile che nella zona euritmia si possano comprendere anche ballo, arti marziali, arti circensi, calligrafia, che altro? In fondo queste mi sembrano molto più sviluppate e praticate della povera euritmia.


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 Oggetto del messaggio: Re: L’ESSERE DELL’EURITMIA di Michael Debus
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Grazie Malher, ciò che scrivi è veramente prezioso . Per ora solo grazie ...
Per contribuire rispondo a Ionblu : Semiotica, fisiologia dell' eterico e azione morale, ovvero devozione. Il "Dio fammi istrumento della Tua Pace.... " di S Francesco ci indica con chiarezza cosa si intende raggiungere con l' euritmia: L' euritmista si allena a lungo per superare l' inerzia, non solo del corpo ma della mente e dell' anima, per poter risuonare nel modo più cristallino possibile allo spirito della linguaggio e della musica. Solo realizzata questa comunione egli diventa strumento, un canale per l' espressione delle emozioni in modo significativo. Deve superare la fase in cui i gesti codificati restano tecnica vuota, semplice esecuzione priva di quell' etere morale che, dal momento in cui egli vi si lega, può infine pervadere il movimento e fluire attraverso il gesto fin nel corpo fisico dello spettatore, ricevuto attraverso l' ascolto e l' osservazione empatica.
In qualche modo ciò si lega con la semiotica, ovvero lo studio dell' evoluzione del segno grafico usato per esprimere il linguaggio. Anticamente l' uomo era più sensibile all' etere del suono, e seppe ricavare forme pittoriche che ne esprimessero la varietà conservando nel segno la traccia delle emozioni archetipe dei suoni. Peccato davvero non poter risalire all' identità di colui che tracciò la prima "A"... ma attraverso l' euritmia possiamo ritrovare la sensibilità ancestrale verso uno dei più sacri contenuti di ogni forma esistente, il suono creatore .


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