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 Oggetto del messaggio: piano di studi waldorf "religione"
Messaggio da leggereInviato: 11/04/2014, 15:27 
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vi invio la traduzione di 19 pagg. fatta dalla prof.ssa Beni Urania Cecilia del capitolo "religione" di Karl Stockmayer per le scuole Waldorf.
carissimi saluti agli amici.

Lezione di Religione

In tutte le classi due ore alla settimana.

Per la particolarità della lezione di religione e per la sua speciale collocazione all’interno della scuola Waldorf, tenete presente che in questo testo la sua didattica si limita, diversamente dalle altre materie, alla semplice esposizione cronologica delle indicazioni di Steiner.
La situazione culturale esistente nel 1919, anno della fondazione della scuola Waldorf, nel corso del quale si dovette determinare la posizione della lezione di religione, viene descritta da Steiner al termine del secondo piano didattico del 6 settembre 1919 con queste parole:
……………………“Ora non è necessario ribadire quanto appena affermato, l’allievo giungerà alla comprensione cosciente dell’esistenza spirituale presente e viva nel mondo intero, nel vivente linguaggio, in tutto il territorio geografico terrestre e anche nel corso della storia. Se cerchiamo di percepire lo spirito vivente in ogni cosa , allora troviamo il giusto entusiasmo per trasmettere questo spirito vivente anche ai nostri scolari così possiamo insegnar loro a riparare, miei cari amici, in futuro, ai crimini umani commessi dalle confessioni religiose dall'inizio dell'epoca moderna.
Le confessioni religiose che non si sono mai predisposte a permettere all’essere umano di svilupparsi liberamente, per diversi aspetti hanno ben sviluppato il materialismo; per quanto si cerchi con ogni mezzo di lasciar agire lo spirito nell’essere umano, la lezione di religione rimarrà una cittadella del materialismo, si sono addirittura date il compito di evitare nei loro insegnamenti e omelie di esprimersi sulla natura dello spirito e dell'anima nell’intento di considerarli un loro esclusivo privilegio, per conseguenza sempre più nel loro ambito è svanita la verità ; e dunque gli insegnamenti così proposti durante la lezione di religione potrebbero essere soltanto una rimanenza di frasi convenzionali e allocuzioni sentimentali; anche oggi permangono presenti le frasi vuote di contenuto e si propagano in tutto il mondo, esse provengono dalla cultura cattedratica più che da quella universale, dato che le frasi più vuote vengono favorite dalle confessioni religiose e poi trasmesse per istinto agli uomini anche nella vita sociale; certamente anche nel mondo esterno circolano queste frasi e le confessioni religiose hanno più di ogni altra istituzione questa carenza. Vedremo, miei cari amici, come il repertorio degli altri piani di studi agisca successivamente sui repertori del piano di studi waldorf, comunque non affronto ora questa discussione, perché sarà un compito delle comunità religiose. Devo lasciar completamente vuoto dove si tratta della prima rubrica… Qui si affideranno semplicemente le ore all'insegnante di religione e potrà introdurre ciò che vuole, egli naturalmente non ci ascolterà. Faremo il nostro dovere in questo senso, ma faremo il nostro dovere anche traendo spirito per gli allievi anche dagli argomenti delle altre lezioni"………………………………….. (n.16 Conferenze p. ins. 2. conf.).
Sulla posizione della lezione di religione confessionale si espresse Steiner al corso metodico didattico nella 12ª conferenza il 3 settembre 1919.









………………………………“Dovremo scendere a compromessi nell’ambito dell'istruzione durante l'ora di religione; questo lo sapete già. Così nelle altre lezioni non fluirà ciò che può vivificarle tutte con un elemento religioso. Dover scendere a compromessi deriva dal fatto che le società religiose oggi si atteggiano nel mondo a nemici della cultura, si potrebbe tuttavia, se esse volessero, scendere ad un compromesso con noi e introdurre nella lezione di religione qualche tema delle altre lezioni, se per esempio il professore di religione concedesse di cogliere di tanto in tanto qualche tema delle altre materie, se per esempio spiegasse ai giovani ogni tanto qualche contenuto in relazione alla locomotiva a vapore o altre cose profane, astronomia o simili, questo fatto, proprio perché è “l'insegnante di religione non lo fa” avrebbe un enorme importanza per la coscienza in formazione degli alunni "………………………………. (12, Stuttgart 1919, XII, p.211).
In entrambi i passaggi espressi in occasione della inaugurazione della scuola Waldorf, si riferisce solo alla lezione di religione confessionale e questo vale anche per il discorso di apertura del 7 settembre:
…………….“Onestamente ci atterremo a quanto abbiamo detto: le diverse confessioni religiose che devono impartire le loro lezioni possono introdurre nelle nostre scuole i loro principi e concezioni del mondo e attenderemo di vedere se questi concetti introdotti nella scuola e da noi non disturbati disturberanno invece le nostre modeste attuali iniziative artistiche; perché sappiamo: dapprima gli esseri umani dovranno comprendere che da una concezione spirituale del mondo può sorgere un'arte pedagogica e un metodo didattico vero e proprio ancor prima di avere una esatta visuale dei problemi di questa concezione e di altre deduzioni ; noi non fonderemo una scuola confessionale, ci preoccuperemo in tutti i modi di creare con il metodo Waldorf una buona scuola artistica ed educativa"………………………. (n.17, al termine dell’inaugurazione.).
Le due settimane seguenti Steiner era a Berlino e Dresda e ritornò a Stoccarda solo il 24 settembre. In questo periodo alcuni membri della società antroposofica hanno pregato Steiner, in qualità di genitori che avevano affidato i bambini alla scuola Waldorf, di impartire ai loro figli lezioni di religione con metodo antroposofico. In seguito a questa richiesta fondò la lezione di libera religione e la introdusse formalmente nell'organico didattico, allo stesso modo delle altre confessioni religiose, questa lezione libera non doveva dunque essere una prerogativa della scuola stessa, ma doveva essere impartita per espressa richiesta degli antroposofi alla federazione stessa, allo stesso modo la lezione confessionale dovrebbe venir impartita per incarico della chiesa corrispondente. A questa nuova lezione di religione aderirono numerosi figli degli operai della fabbrica di sigarette Astoria che altrimenti non avrebbero assistito a nessuna lezione di religione e allora così si espresse Steiner nell'ottava conferenza del corso di Dornach di Natale del 1921/22:
………………..“Non volevamo certamente fondare una scuola con indirizzo confessionale come si potrebbe facilmente pensare… si intende invece introdurre l'antroposofia nella prassi pedagogica; non era mio fermo intento lasciare l’ avanguardia del progresso spirituale, la concezione religiosa del mondo, semplicemente alle tradizionali confessioni religiose; la lezione di religione cattolica viene lasciata comunque alla discrezione del parroco cattolico e quella evangelica del








parroco evangelico… Ma la situazione si pose in modo che quando il nostro amico Molt fondò la scuola Waldorf di Stoccarda il maggior numero degli scolari erano figli dei proletari della sua fabbrica quasi sempre dissidenti , se avessero frequentato altre scuole non avrebbero partecipato alla lezione di religione e senza questa sarebbero cresciuti; avvertirono la necessità, nel modo in cui lo possono esprimere assieme ai genitori , di ricevere ancora qualche insegnamento, così abbiamo dovuto inserire per loro la lezione di religione libera. Come il sacerdote evangelico impartisce la lezione di religione evangelica, il cattolico quella cattolica, i nostri insegnanti terranno la loro lezione ammessa ora nel piano di studi , per questo si impartiscono anche lezioni di religione antroposofica. Siamo giunti al punto in cui questa libera lezione di religione oggi, proprio per i figli dei proletari ed anche per molti altri, rappresenta un impulso molto promettente. Subentra però una particolare difficoltà: dato che esiste un’antroposofia per adulti, l'insegnante deve preoccuparsi, impartendo la lezione di religione antroposofica, di trovare contenuti adatti alle attività da intraprendere con gli allievi . La concezione antroposofica del mondo deve suscitare la forma adatta ad istruire il giovane ; con questa impostazione elaboriamo per lui in diversi modi la concezione del mondo (la nuova filosofia n. d. t.) corrispondente all'uomo spirituale, ad esempio è necessario penetrare veramente in profondità nella conoscenza dei simboli di culto, questi agiscono su di lui e si giunga a notare a fondo gli imponderabili "……………………… (27, Dornach 1921/22).
Steiner affrontò questa situazione, presente già nell'autunno 1919, nella prima conferenza tenuta al nuovo collegio dopo l'inizio dei lavori e dopo il suo ritorno da Dresda il 25 settembre:
…………….“Si deve dire ai giovani allievi : chi vuole avere la lezione di religione libera la deve scegliere e questa dovrebbe essere semplicemente una terza lezione di religione accanto alle altre due. Una dubbia mescolanza non deve esistere, invece potete raggruppare in classi coloro che seguono la lezione di religione libera: le quattro classi inferiori e le quattro superiori insieme e qualcuno di noi insegnerà………..…” (25.9.19, p.12).
Lo stesso giorno spiegò ancora Steiner:
………………….“Non mescoliamo le cose, non mettiamo in comune queste elezioni, veniamo solo in contro a questo desiderio, consigliamo piuttosto di prendere lezioni di confessioni religiose. Coloro che non vogliono lezioni di religione vengano assecondati, ma si può sempre chiedere il motivo per cui non lo vogliono, si dovrebbe analizzare ogni singolo caso . Si può proporre agli uni o agli altri di accettare la lezione confessionale oppure quella antroposofica , qualche iniziativa va presa , non vogliamo favorire per gli alunni uno sviluppo completamente privo di lezione di religione"……………...
Alla domanda se l'insegnante di classe debba dare la lezione di religione libera:









……………….“Può essere uno di noi ad impartire la lezione non necessariamente l'insegnante di classe, non è auspicabile assumere e far entrare uno sconosciuto, dovremmo rimanere nell'ambito del corpo insegnante; di 60 ragazzi potremo prenderne 30 e 30 circa, forse le quattro classi superiori assieme e le quattro classi inferiori . Vi darò un piano di insegnamento, dobbiamo impartire questa lezione con molta cura"…………………. (25.9.19, p.12).
Per questi due gradi, 1°-4° classe e 5°-8°, Steiner diede lo stesso giorno i dati preliminari:
……………………“Nella prima sezione tutto ciò che si riferisce a karma e reincarnazione deve essere evitato, può invece venir discusso nel secondo gruppo. A questo punto dovete intervenire voi. Dal 10º anno di scuola queste cose devono venir affrontate. Proprio in questa lezione è assai importante rivolgere già dall’ inizio l'attenzione alle attività proprie dei ragazzi; non teoricamente si deve parlare di karma e reincarnazione, ma praticamente”……………. (25.9.19, p.12).

…………………..“ I ragazzi in prossimità del 17º anno hanno ancora un tipo di osservazione delle situazioni che esisteva prima della nascita, raccontano le cose più curiose ed immaginose, non sono casi singoli ma è tipico che vengano a dire: sono venuto in questo mondo per mezzo di un imbuto che continuava ad allungarsi; essi descrivono come sono venuti al mondo. Si lascino descrivere queste cose, si permettano collaborazione e deduzioni dal subconscio. Così va molto bene. Si deve solo evitare di indottrinare e invece dialogare e promuovere solo quello che essi stessi dicono. Tutto questo è consigliabile e da inserire nel piano di insegnamento. Le lezioni potrebbero venir ravvivate nel senso della conferenza di ieri (n.14). Sarebbe il massimo bene agire senza produrre assiomi astratti filosofici sull’esistenza , permettendo invece un rinnovamento umano continuo in pedagogia ; In questo senso ho composto anche il mio articolo che uscirà nel prossimo numero del giornale Waldorf “Motivi n.19”, il contenuto verte sulle premesse pedagogiche della scuola Waldorf ed è un riassunto di tutto il corso di studi rivolto al pubblico dei lettori . Considerate, per favore, un semplice ideale il contenuto espresso in quel giornale Waldorf.
È sufficiente per ogni sezione anche un'ora e mezza di religione alla settimana, 3-4 ore ogni 2 settimane. Sarebbe particolarmente bello se fosse di domenica, ma non si potrà realizzare bene. Si potrebbe anche, durante questa lezione, abituare gli allievi al calendario dell'anima"……………….
Ad una domanda di un insegnante in dubbio se questi versi fossero troppo difficili, Steiner rispose:
…………………….“Non ci deve essere mai qualche cosa di troppo difficile per i giovani , non si tratta di recepire pensieri, ma di come questi si susseguono e mi chiedo che cosa ci può essere di più difficile per loro del padre nostro; siamo noi ad immaginare soltanto che sia più facile del calendario dell'anima. E il credo! se la gente si discosta dal credo è perché non lo comprende ,
altrimenti non se ne allontanerebbe. Il contenuto ci sembra palese ma gli uomini fino al 27º anno non giungono a comprenderlo e nell’attesa non imparano più nulla dalla vita. Le discussioni sul









credo sono infantili. Questi fenomeni (lo scadere del 27° anno n. d. t.) non dipendono da noi e Il calendario dell'anima può anche essere recitato con gli alunni prima di quel periodo"……………………….. (25.9.19, p.13).
Il giorno seguente, il 26 settembre 1919 Steiner diede il piano dettagliato di studi per le due sezioni in cui si dovevano suddividere inizialmente le lezioni:
……………….“Questa lezione dovrebbe venir suddivisa in due fasi. Se volete veramente tenere una lezione antroposofica con fini religiosi, dovrete accogliere il concetto di religione in modo molto nuovo e serio. Di solito il concetto di religione viene travisato immettendovi elementi estranei e profani, così per mezzo della tradizione religiosa si tramandano da un secolo all'altro idee non condivisibili , vecchie concezioni religiose si conservano accanto a quelle più evolute, ciò si verificò in modo grottesco nel secolo di Galileo e Giordano Bruno. È proprio umoristico farne ancora oggi delle apologie. La Chiesa cattolica intervenne dicendo che non riconosceva allora la concezione del mondo copernicana e quindi la proibiva e per questa ragione Galilei non la doveva sostenere. Non voglio approfondire ora, ma solo accennare e dirvi che la religione deve essere considerata con serietà . In verità, l'antroposofia è una concezione del mondo, e le concezioni del mondo, come tali, non devono essere introdotte d’obbligo nella nostra scuola, dobbiamo però sviluppare quel senso religioso che questa concezione del mondo trasmette all'anima umana di quegli allievi come lo desiderano i genitori. Accogliendo l’antroposofia, non dobbiamo dedurre errori e neppure sistemi devianti. Distingueremo allora due gradi raggruppando gli alunni iscritti alle quattro classi inferiori, poi quelli delle quattro classi superiori; nelle quattro inferiori cerchiamo di rivelare realtà ed avvenimenti del mondo circostante in modo che percepiscano chiaramente che nella natura vive lo spirito. Si notino così elementi già da me introdotti come esempio: voler insegnare loro il concetto di anima, dopo aver reso evidente il concetto di vita. Si chiarisce loro il concetto di vita sottolineando che gli uomini dapprima sono piccoli, poi crescono, diventano vecchi, i loro capelli imbiancano e la pelle si solca di rughe; si indichi insomma seriamente il corso della vita umana e lo si faccia conoscere con reale assoluta serietà , gli alunni riescono proprio così ad acquisire quella conoscenza; poi è utile fare dei paragoni tra l’alternarsi di veglia e di sonno e i relativi influssi prodotti nelle anime , anche questo può venir raccontato alle prime classi. Della veglia e sonno evidenziare le apparenze: come durante il sonno si riposa immobili ecc… Poi si dialoghi con loro sul modo in cui l'anima compenetra il corpo durante la veglia, ed ha una volontà attiva nelle membra, si faccia notare come il corpo conferisce all'anima i sensi per cui si vede, sente ecc... Tutto ciò si deve render noto per indicare come lo spirito regge il fisico; sono temi dovuti all’età scolare ed è assolutamente necessario evitare una dottrina opportunistica e superficiale ed inoltre la lezione di religione antroposofica non deve assolutamente essere orientata secondo quella dottrina pragmatista che asserisce: “ perché nell'albero si trova la corteccia?: per poter fare tappi da spumante, Il buon Dio saggiamente l’ ha creato allo scopo di fornirci il sughero per i tappi. “









Pensieri e opinioni diffuse di questo genere sulla natura con i loro influssi sono un veleno e non devono diffondersi, non inserite nella natura delle banali immagini utilitaristiche, tanto meno si deve diffondere questa idea spesso apprezzata da alcuni: “l'inconoscibile è un segno dello spirituale”, essi dicono proprio: “Oh, questo non lo si può sapere, e quindi qui si manifesta lo spirito” invece di far comprendere che si possono trarre conoscenze dallo spirito e lo spirito si manifesta nella materia; si deve evitare di formulare questo pensaiero : “ dove non ci si sa spiegare qualche enigma, lì c'è un segno del divino.” Queste due cose devono essere assolutamente evitate, utilitarismo superficiale e miracolismo cioè cercare il miracolo come segno della presenza divina. Si dovrebbe invece innanzitutto abituarsi all’idea che gli elementi della natura indicano il soprasensibile; ho spesso ripetuto un questo esempio: ricordando ai ragazzi la crisalide di farfalla, la nascita della farfalla dalla crisalide, possiamo render l più chiaro agli scolari il concetto dell'anima immortale, è così che l'uomo muore e poi l'anima esce da lui come una farfalla invisibile, proprio come la farfalla esce da una crisalide. Ma questa immagine è efficace solo se voi stessi ci credete e se per voi stessi l'immagine dello sgusciare della farfalla dalla crisalide rappresenta un simbolo immesso nella natura dalle potenze divine; lo si deve credere, altrimenti nemmeno i giovani lo credono; questi impulsi dobbiamo fornire loro e saranno particolarmente efficaci se si potrà dimostrare come un essere vivente, una evento originale, può vivere in molti altri significati.
Il luogo più adatto all’apprendimento della religione è il mondo delle percezioni, non quello delle concezioni del mondo; potete per esempio utilizzare molto religiosamente poesie sulle metamorfosi delle piante e degli animali , ascoltando solo i sentimenti e le percezioni espresse in ogni verso, potete con questo metodo osservare la natura fino al termine della quarta classe; naturalmente dovete creare sempre immagini in modo che i giovani si trovino nel mondo intero con tutto il loro pensiero e tutta la loro attività e dovete sempre suscitare l'idea che assieme al nostro intimo essere vive anche Dio, sempre dovete ricorrere a queste immagini: nella foglia d'albero vive il divino, nel sole , nella nuvola e nel fiume vive il divino, ma il divino vive anche nel flusso del sangue, nel cuore, in ciò che senti e pensi. Dunque sempre suscitare l'idea che anche gli essere umani sono percepiti da Dio e accentuare il pensiero che sono tenuti ad essere buoni perché rappresentano Dio; essi Lo danneggiano se non sono buoni e non sono al mondo per loro propria volontà, ma sono al mondo per manifestare il divino; spesso lo si esprime dicendo: essi non esistono per loro propria volontà, ma per la gloria di Dio e per gloria si può intendere anche manifestazione, e poi non si dice: “gloria a Dio nell'alto dei cieli”, ma: “si manifestano gli dei nell'alto dei cieli”, così si deve interpretare la frase perché essi esistono per la gloria di Dio, esistono per esprimere il divino attraverso le loro azioni e tutti i sentimenti; quando compiono cattiverie e non sono pii e buoni, agiscono infamando Dio, per cui Lui stesso viene spodestato e diventa brutto. Si deve far assimilare soprattutto l’idea della presenza di Dio nell'uomo e questo periodo dell’ età evolutiva è già adatto a questi pensieri; prescindendo dalla cristologia potreste rafforzare il









sentimento verso il padre divino suscitandolo dalla natura e dagli avvenimenti naturali, e cercherei di fare ogni sorta di collegamento con i motivi del vecchio testamento e, nella misura in cui sono utilizzabili, con la didattica più adatta, con i salmi di David e l’eccelso cantico dei cantici e così via…
Questo sarebbe dunque il primo grado di apprendimento. Per il secondo corso ,cioè le quattro classi superiori, è utile conversare molto con i ragazzi sul destino umano tanto da giungere ad una profonda comprensione, dovrebbero sentire veramente di averne uno; è importante far notare la differenza tra alcuni episodi accaduti semplicemente per caso e altri avvenuti per effetto del destino. Non si dovrebbe tuttavia spiegare con mere definizioni se sia stato il destino o il caso a produrre un fatto della vita , ma con degli esempi; quando un avvenimento ci commuove e sembra accaduto secondo le nostre intenzioni, allora è destino, se invece non ci sembra di averlo cercato e produce uno stupore particolarmente pronunciato è prodotto dal caso e da questo posso imparare molto per il futuro e in futuro diventerà mio destino . Si deve insegnare gradualmente ad osservare, a sperimentare e percepire la differenza tra karma compiuto e karma futuro e anche ad affrontare con l’allievo gradualmente gli enigmi del destino e del karma e le diversità di percezione; troverete delle spiegazioni nella nuova edizione di “ Teosofia”, ho elaborato recentemente questo tema nel capitolo “reincarnazione e karma” nel quale ho cercato di esporre la qualità di questi due modi di percepire i fatti della vita. Dunque sia chiaro che esistono due tipi di avvenimenti, uno lo avvertiamo come molto desiderato , ad esempio conoscendo una persona di solito ci sembra di averla proprio cercata, nel caso invece di un avvenimento di natura complicata, comprendiamo di poter imparare molto per il futuro. Di solito incontri e conoscenze di persone provengono da un karma già compiuto in passato, gli incontri in un collegio di insegnanti alla scuola Waldorf rientra anche in questa possibilità, gli incontri sono stati cercati e non lo si può chiarire con qualche definizione ma semplicemente percepire. Alle ragazze si dovrebbe parlare molto di ogni tipo di destino, preferibilmente con narrazioni in cui siano in gioco gli eventi della vita; anche osservando i fatti storici si notano persone condotte dal proprio destino; emergono aspetti seri dell’esistenza in questo ambito di indagine. Vorrei anche chiarirvi che cosa significa religioso in senso antroposofico, la religiosità in senso antroposofico è sentimento, quei sentimenti che derivano dalla concezione del mondo, dello spirito e della vita. La concezione del mondo astratta è una questione cerebrale, la religiosità invece deriva da tutto il corpo, esula pertanto dai concetti astratti delle confessioni vere e proprie, nella religione vive proprio tutto l'uomo, soprattutto con il suo sentimento, volontà e anche con le deduzioni filosofiche stesse che intervengono in questo caso a semplificare, sostenere, approfondire il sentimento e rinforzare la volontà. Dalla religione deve defluire la capacità di affrontare e superare gli avvenimenti terreni transitori rinforzando il sentimento e la volontà. In seguito dalla comprensione del destino si dovrebbe passare ai dialoghi sulle qualità ereditate dai genitori e quelle portate con sé da una vita precedente, e anche sulle passate incarnazioni . Questo insegnamento permette la comprensione razionale ed emotiva della serie di vite terrene vissute dagli esseri umani i quali si elevano a Dio per tre gradi:










1) La via verso Dio conduce ad un essere angelico preposto alla guida di ogni singolo uomo e si può dialogare così sul genio di ogn’uno di noi qui in transito da vita in vita; dunque dapprima si noti questo divino -personale alla guida di ogni singolo .
2) Si introduca nella didattica la conoscenza di esseri superiori, gli arcangeli, vivi ed intenti nel loro compito di guidare i gruppi di uomini , e per interdisciplina si considerino i loro impulsi anche negli eventi storici dei vari popoli ed etnie della terra . Si precisi al giovane allievo la differenza tra il dio professato nel protestantesimo che è in realtà solo un angelo e l'arcangelo invece che è un essere più elevato e con diverse qualità.
3) Si deve anche considerare lo spirito dell’ epoca una guida divina nel periodo di reggenza , così si trovano i nessi tra storia e religione

e solo dopo queste nozioni e la conoscenza dei tre gradi del divino, si passi alla cristologia al 12° anno di vita nel quale si può procedere diversamente, gli allievi ascoltano racconti che comprenderanno meglio più tardi; si divida l'evoluzione umana in due parti: il periodo precristiano che era una preparazione e quello cristiano che è un adempimento Qui ha una grande importanza sapere che nell'apogeo dei tempi il divino si è manifestato per mezzo del Cristo; si passi poi alla comprensione dei vangeli.

Fino a questa età, dei racconti adatti permetteranno la comprensione dell’entità angelica, dell’arcangelo o guida delle epoche, del vecchio testamento, della figura di Mosè promotore di una nuova epoca di cultura diversa dalla precedente, della innovazione culturale per l’ingresso di uno spirito epocale nel sesto secolo avanti Cristo; alcuni riferimenti ci sono nel vecchio testamento.
Iniziando poi la cristologia dopo un periodo di propedeutica , nei vangeli si cerchi di evidenziare le singole componenti e la quadruplicità con dei pensieri simili a questo: “come un albero deve venir fotografato da quattro lati per venir visto completamente, così i quattro vangeli corrispondono a quattro punti di vista”; in approfondimenti sul vangelo di Matteo, Marco, Luca e Giovanni importano i sentimenti , il valore principale venga posto sulle diverse qualità dei sentimenti, questo sarebbe il secondo grado di insegnamento; durante il primo grado, ai giovani in fase di crescita corrispondono narrazioni su tutta la saggezza divina presente nella natura , nel secondo grado subentra una trasformazione: essi possono ora riconosce il divino non solo per mezzo della saggezza ma anche dell'amore attivo.”………….

Questo è il tenore, il motivo guida dei due periodi. Dopo questa dettagliata stesura del piano di insegnamento per la scuola dell'obbligo Steiner rispose a singole domande: alla domanda se si dovessero imparare a memoria dei versi:

……….“Si, preferibilmente dal vecchio testamento, più tardi dal nuovo testamento, ma non i versi che spesso sono contenuti nei libri di preghiera, questi sono spesso triviali. Dunque versi dalla bibbia ed anche quelli antroposofici. Abbiamo diversi tipi di versi e possono venir ben adoperati in queste lezioni di religione antroposofica"………………..






Alla domanda sull’apprendimento dei dieci comandamenti:
…………………….“I dieci comandamenti sono contenuti nel vecchio testamento, ma si deve sempre renderli evidenti con serietà . Ho sempre ricordato l’ammonimento scritto a non nominare il nome di Dio invano e questo viene trasgredito quasi da tutti i predicatori se nominano continuamente invano il nome di Cristo; tutto deve essere accompagnato dal giusto sentimento. La lezione di religione deve essere impartita non sotto forma di nozioni sapienti ma con profondità di sentimento. Il credo come tale non è l'essenziale, bensì ciò che viene percepito con il credo. Non si tratta di credere al Dio-Padre, Figlio e Spirito Santo, ma di ciò che si percepisce nei riguardi del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo nella profondità della propria anima: non riconoscere Dio è una malattia, non riconoscere Cristo è un destino o una disgrazia, non riconoscere lo Spirito Santo è una limitazione dell'anima umana"……………
Alla domanda se si debbano avvicinare gli alunni alla conoscenza dal percorso storico e individuale di Zaratustra fino alla rivelazione del cristianesimo, e alla storia dei due bambini Gesù:
……………….“Si deve tenere la lezione di religione insegnando questi nessi, naturalmente con un certo riguardo. Il primo grado verte in prevalenza sulla religione naturale, il secondo sulla storia della religione "………………… (26.9.19, p.28).
Questa è la prima stesura di un piano di insegnamento di religione libera basata su due periodi di apprendimento, uno dalla prima alla quarta classe, l’altro dalla quinta all'ottava. Nominando tuttavia il passaggio alla cristologia e le qualità spirituali delle epoche, si potrebbe dedurre che la cristologia appartiene ad un terzo gruppo di lezioni :
………..“Solo quando si è insegnato questi concetti si passa ad un terzo tipo di lezioni verso il 12º anno”……………..
Poi segue la lunga parentesi: ……..“Ora non possiamo fare…………” in cui la parola: “grado” è adoperata con due significati. Poi si riprende il discorso interrotto dalle parentesi:

……………………“Dopo aver insegnato al giovane allievo i tre gradi del divino, passiamo alla vera e propria cristologia"…………………..

Dopo la cristologia si dovrebbe in realtà, se le circostanze non lo rendono impossibile, cominciare un terzo grado di istruzione in cui si introducono anche i vangeli. Il passaggio osservato però chiude con la frase:
…….“poi si passi ai vangeli"……….. Tutto il passaggio sembra una parentesi; prima e dopo si parla di tre gradi del divino fino alla frase: ……….“Si adoperi per primo il vecchio testamento"…….. e con la frase : …………” insegnando cristologia, e già è stato introdotto un lungo periodo di preparazione con il vecchio testamento"………..sembra debba iniziare un nuovo passaggio, un terzo grado di insegnamento . Quello che però in entrambi questi passaggi afferma sulla cristologia , era in realtà già stato pensato per gli alunni della quinta classe secondo il primo piano di insegnamento.






Poco prima di Natale, il 22 e il 23 dicembre Steiner ritornò a scuola per delle conferenze, ma dell’evento si hanno solo queste informazioni: alla narrazione di un insegnante sull'esperienza avuta nel corso delle lezioni di religione libera, Steiner diede la risposta riportata nelle seguenti righe:

……………..“Introdurre la narrativa mitologica, dare grande importanza alle immagini, cercare di elaborarle, conoscere le immagini oggetto di culto "…………………….. (23.12.19, p.43).

In questo periodo si è istituito anche il servizio domenicale per allievi iscritti alla lezione di religione libera. A questo proposito c'è ancora una notizia inedita da una conferenza scritta :

………..“Il servizio domenicale è solo per allievi delle lezioni di religione libera, quindi un culto sostitutivo per loro e i loro genitori da condurre anche con motivi musicali"…………………. (6.3.21, p.46).

Alla notizia che uno scolaro già iscritto alla lezione di religione libera, ritornava alla lezione di religione cattolica, seguì questa risposta:

……………..“Meglio evitare abbandoni della lezione di religione libera , le dimissioni degli officianti devono invece venir accettate"…………… (6.3.20, p.46).

Il primo anno scolastico della scuola Waldorf stava per finire, non si chiuse in estate ma all'inizio di giugno perché le scuole pubbliche allora nel Württemberg spostarono il termine dell'anno da ottobre a Pasqua. Nel periodo di Pasqua 1920 Steiner tenne il primo ciclo di conferenze pedagogiche, il cosiddetto corso di Basilea, al termine dell'11ª conferenza accenna ad una didattica per la lezione di religione confessionale e libera che può venir letta al punto indicato (23 Basilea 1920, p.161).
Il 14 giugno 1920 la suddivisione in periodi della lezione di religione libera fu cambiata in modo che da allora le classi 1-3, 4-6, e 7-9 avessero la stessa lezione. Lo stesso giorno fu stabilito chi doveva partecipare al servizio domenicale. Per il terzo grado (7-9 classe) fu dato il piano di insegnamento il 22 settembre dello stesso anno:

…………..“A questo gruppo della settima, ottava e nona classe si potrebbero chiarire teoricamente e in forma libera argomenti come preesistenza, vita dopo la morte e il complesso delle conseguenze delle azioni fatte nelle vite precedenti con degli esempi e anche presentar loro le componenti essenziali ed evidenti delle culture, la missione dell'uomo sulla terra e per far questo è utile consultare Goethe o Jean Paul, si renda evidente che le loro capacità derivano dalla vita precedente; ad esempio le azioni di Laocoonte offrono uno spunto adatto, un’ immagine adatta anche a principi religiosi. In realtà in Laocoonte avviene che il corpo eterico si separa e così il corpo fisico produce questa articolazione, questa scissione del corpo fisico in Laocoonte può essere molto significativa . Si dovrebbe attivare un gruppo. E’ consigliabile elevare a religiosità il timore riverenziale del corpo umano che si scinde”…………... (22.9.21, p.136).








Un insegnante di classe racconta che durante l'ora di religione si doveva preoccupare di mantenere l'ordine, tutto gli sembrava caotico :
…………………“È così, questa eccezione è in certi casi possibile, le basi della nostra pedagogia sono indispensabili e necessarie, ma dobbiamo anche ammettere che le classi e gli insegnanti si appartengono. Le ore di religione raggruppano diverse classi e perciò ritengo possibile che l'insegnante di classe rimanga in aula mentre un collega impartisce una lezione, non si può risolvere diversamente la cosa se non cercando di formare delle classi meno numerose"……….. (26.5.21, p.29).
Steiner disse quanto segue sulla lezione di religione libera riferendosi alla decima classe formata per la prima volta nella primavera del 1921, e anche all'ottava, nona e decima classe come terzo corso:
……………..“Dobbiamo risvegliare negli alunni la comprensione per le stagioni e anche condurli a ricevere in loro un'immagine possibilmente vivida e plastica del Cristo; diventino il centro del loro interesse i riferimenti a tutta la vita di Cristo; deve venir favorito inoltre il rapporto personale con Cristo anche nel corso inferiore, si avvii una forma di culto interiore. Coltivare dunque il rapporto personale con Cristo! In quel periodo il culto deve diventare un ideale, simbolismo ed immagine devono avere la loro importanza e così il sentimento viene fortemente coinvolto "………. (26.5.21, p.29)
Nel discutere la suddivisione delle lezioni per l'ottava, nona, decima classe, il 16 giugno 1921 Steiner si espresse sulla lezione di libera religione:
…………..“Ho cercato molto e non trovo persone adatte, si rende necessaria una suddivisione in accordo con le classi; non vorrei evitare che la lezione di religione appaia subordinata alla scuola"……. (16.6.21, p.35).
Nel discutere il piano di insegnamento della 10ª classe il 17 giugno 1921 Steiner si espresse sulla lezione di religione:

………“Nella lezione di religione non abbiamo ancora letto i salmi. Gli allievi di dieci anni vorrebbero comprendere i salmi. Conoscere dunque i temi contenuti nei salmi in modo che si possa coronare la lezione con il canto dei salmi"…………..
Ed alla domanda di un insegnante di religione su che cosa dovesse intraprendere dopo aver proposto le favole:
…………….“l simboli tratti dalle narrazioni, l’ importanza delle feste dell'anno. C'è molto materiale nelle conferenze sul Natale, Pasqua e Pentecoste, potete elaborare quasi tutti i contenuti di queste conferenze; se presentati nella giusta forma saranno ottimi in quel periodo dell’età evolutiva. Si può cominciare prima e terminare anche con ritardo. Occupatevi del Natale per quattro settimane"……………….. (17.6.21, p.46).







Non è evidente per quale classe valga questo dato, risponde affermativamente alla domanda se si possano far conoscere le figure profetiche di Michelangelo; poi sul prosieguo della lezione di religione:
……………“Non si deve pensare di poter tralasciare Cristo, non deve accadere"………………
L'insegnante di un altro gruppo disse: “avevo storie del vecchio testamento”, allora Steiner aggiunse:
…………………“Non esclusivamente storie del vecchio testamento"………………
Poi allo stesso insegnante, che voleva sapere come cominciare, Steiner propone una visione generale di due temi adatti ai due primi corsi:
………….“Abbiamo in genere sempre cercato in realtà di riferirci a fenomeni naturali - questo era l'argomento del primo corso, si passa poi alla storia, al vangelo, a narrazioni, ad elaborazioni poi scene del vangelo di Giovanni considerate come immagini. Abbiamo preso l’avvio da una sorta di religione naturale; condurre i giovani allievi a percepire religiosamente i temi "…………..
Steiner fece dei riferimenti ad una lezione di religione come la sperimentò ad Haubinda; Il 16 novembre dello stesso anno si rese noto durante l’assemblea che alcuni insegnanti avevano messo a disposizione un'ora di colloquio per allievi durante la quale potevano intrattenersi sulle concezioni del mondo. Allora Steiner:
…………….“Non si nota più che gli alunni di confessione religiosa non vengano. In ogni caso l'ora di colloquio è buona. Non potete evitare che i problemi di concezione del mondo assumano un carattere antroposofico, lo potete evitare nella lezione di religione, e forse nemmeno in quella; durante l'ora di dialogo forse non lo potete evitare, ma non è essenziale". ……………..(16.11.21, p.62).
Nel Natale 1921 Steiner tenne a Dornach il corso di Natale per insegnanti, di cui abbiamo già riportato un passaggio in questo capitolo sulla lezione di religione, egli si esprime sull'inserimento della lezione di religione nella scuola... Ho ritenuto opportuno di inserire questo passaggio nella serie di citazioni di Steiner, cronologicamente avrebbe dovuto essere inserito qui, lo si ricorda come un passaggio molto importante per l’esercizio dell'arte educativa steineriana; è menzionato anche nei capitoli riguardanti altri campi di insegnamento. Il corso contiene nella 16ª ed ultima conferenza le indicazioni generiche per la lezione di religione, la sua preparazione e le finalità didattiche adatte ai diversi periodi dell’età evolutiva .
Alla lagnanza di un insegnante di religione al quale le 3/4 ore di lezione sembravano troppo poche:
……………….“in questo caso è un bene insegnare con frequenze molteplici , intendo dire che è meglio per loro rammentare i temi due o tre volte alla settimana, è preferibile cioè impartire lezioni più brevi e più spesso”……………. (28.4.22, p.22).









Ad un'osservazione sulla lezione di arte nell'11ª classe in cui si accennò al rapporto tra arte e religione:
………………..“La lezione di religione dovrebbe avere altre caratteristiche, la lezione di arte dovrebbe essere tenuta del tutto artisticamente così da far rivivere l'arte in ogni persona, nella lezione di religione invece sarei del parere di contribuire a far predominare un'atmosfera religiosa; si educa anche all’atteggiamento religioso, prima accennavo alla religione come una intensa elaborazione di elementi intellettuali”…………………… (10.5.22, p.28).
Il 21 giugno 1922 fu dato il piano di insegnamento per l'11ª classe e a proposito della lezione di religione libera:
……………“ Passare ad una nuova concezione, ad una forte capacità di giudizio tale da favorire una discussione. Prima si trattava di una rappresentazione figurata, ora si dovrebbe giungere, nell'ora di religione, all'elaborazione di questi concetti. al problema del destino in forma religiosa, della colpa , del peccato e della trinità Padre, figlio e spirito santo. Da immagini si elaborino concetti , diventa così una forma di osservazione delle origini e delle cause "………….
Prosegue poi:
…………“Ottava e nona classe, che cosa abbiamo avuto esattamente?" …………………
Alla risposta dell’ insegnante : “eravamo alla trattazione del Laocoonte”, proseguì:
……………..“Non è necessario svolgere proprio tutto per esteso; a parer mio è terribilmente difficile affrontare con i giovani allievi la storia della genesi in tempi brevi ; non sono necessari altri capitoli del vecchio testamento, va bene iniziare dagli atti degli apostoli con gli alunni che conoscono già il nuovo testamento, si può far anche riferimento al vangelo di Luca"………….. (21.6.22, p.45).
Il 22 giugno 1922 si parla dettagliatamente dei compiti per l’ora di religione e dell'adeguata atmosfera di elevazione religiosa e fa notare la posizione dell’educazione confessionale nella scuola. (22.6.22).

Il 5 dicembre 1922 il tema verteva sulle premesse che dovrebbe avere un insegnante per poter impartire lezioni di religione e per la pratica del culto. (5.12.22, p.135).
Interrogato sul modi di studiare il Parsifal nell'11ª classe il 9 dicembre 1922:
………….“Importante è innanzitutto il modo in cui teniamo la lezione di religione e di storia "……….
Esplica poi con dettagli i molteplici modi di esporre le vicende di Parsifal nella storia della letteratura. (9.12.22, p.135).








Il 17 gennaio 1923 Steiner parla di colloqui avuti sulla lezione di religione, poi del rapporto della scuola con l'antroposofia come concezione del modo, ed infine del simbolismo nella trattazione del Parsifal.
L'8 marzo 1923 il tema fu la festa scolastica dei ragazzi , la cresima e la Christengemeinschaft (la comunità dei cristiani) (8.3.23, p.71).
Il 25 aprile fu stabilito il piano di insegnamento per l'attuale 12ª classe.
………..“Storia delle religioni. Si dovrebbe poter dare uno sguardo sullo sviluppo religioso dell'umanità. Si proceda dalle religioni delle varie etnie e popoli, per passare poi a quelle più diffuse, si inizi quindi dalle religioni presenti ne diversi popoli ad es. quella del popolo egiziano con i suoi dei, anche quella dell’antica Grecia con le numerose divinità , è meglio procedere per
gradi; dunque dapprima le religioni legate irremovibilmente al luogo, il culto dell’edificio sacro, anche quello dei popoli nomadi cioè la tenda con la sua possibile mobilità; è così che sorsero le religioni delle varie popolazioni. Ci sono poi le religioni maggiormente diffuse, Buddismo e Cristianesimo, le altre non possono avere questa denominazione"………….. (25.4.23, p.94).
Steiner aggiunge indicazioni per la nona classe :
……………..“Per la nona classe, gli apostoli come sono descritti dall’evangelista Luca, la discesa dello Spirito Santo"……………..
Ad una domanda sugli apocrifi:
……….“gli scolari sono troppo immaturi per comprendere gli apocrifi, che contengono molte notizie più esatte di quelle riportate nei vangeli; noi abbiamo sempre completato le nostre conoscenze con verifiche sugli apocrifi e ne derivano grossi conflitti. I giovani allievi, quando leggono un vangelo, devono poterlo confrontare anche con gli altri tre . Difficilmente si può spiegare da dove derivano le contraddizioni e anche conoscere solo gli apocrifi non è indicato; favorirei la storia degli apostoli”………………….. (25.4.23, p.95).
Dopo un'altra domanda sulla lezione di religione per la 10ª classe:
……………..“Rivedere il vangelo di Giovanni. Ci sono diverse possibilità, si può scegliere Marco o Agostino; nelle sue “confessioni “ scegliete preferibilmente i brani sulla religiosità"…………... (25.4.23, p.95).
Dopo una visita di ospiti alla scuola si esprime nella conferenza del 12 luglio 1923:
…………….“L’altro scoglio è diventare troppo antroposofi., ero sulle spine per il fatto che i visitatori di ieri abbiano trovato la lezione di storia troppo basata sulla religione; non si può procedere orientando la lezione di storia troppo verso la religione. Sembra siano state persone ben disposte,









potrebbe accadere però di osservare che proprio alla scuola Waldorf venga mossa la critica di introdurre troppa antroposofia nei contenuti delle lezioni”. ……………….(12.7.23, p.121).
Richiedendo un insegnante un esempio di religione di un popolo :
………..“Antico testamento, gli ebrei”…………... (31.7.23, p.131).
Nell'agosto 1923 ebbe luogo il cosiddetto corso di Ilkley. Si espresse nella conferenza del 15 agosto, in un brano più lungo, sulla preparazione della lezione di religione. Qui si può riportare solo un breve passaggio:
…………..“Chi vuole educare cristianamente nel vero senso della parola deve fare attenzione che si rivelano al mondo, nel mistero del Golgota, i collegamenti alla personalità e alla divinità di Gesù Cristo, e se non si presentano nel giusto modo all'anima infantile prima del nono o decimo anno… si espone il giovane allievo a gravi pericoli ; noi lo introduciamo, in questo momento della vita, al divino universale, vorrei dire, al principio divino del padre e gli indichiamo come in tutta la natura vive il divino, che in tutta l'evoluzione umana vive il divino, che ovunque noi guardiamo, nelle pietre, ma anche nel cuore del nostro prossimo, in ogni azione compiuta anche per uno dei più piccoli, vive il divino; dobbiamo percepire questo universalmente con senso di gratitudine, insegniamo al bambino a sentire con amore per mezzo della naturale autorità di insegnanti. Prepariamoli poi proprio tra il nono e il decimo anno di vita a ricevere la giusta impostazione per questo mistero del Golgota, è estremamente importante imparare a conoscere l'essere umano anche in rapporto al suo sviluppo temporale. Cerchiamo di chiarirci la differenza esistente tra l’insegnare all’alunno il nuovo testamento al settimo o ottavo annodi vita oppure insegnarlo tra il nono – decimo dopo aver sviluppato dagli esseri naturali la coscienza del divino ed approfondirlo solo allora ; così è preparato nel modo giusto, così vive nella dimensione sovrumana contenuta nel vangelo. Se insegnate il vangelo anzitempo , poi rimane solo parola, rimane un concetto fissato e spoglio, che non permette la comprensione dell'uomo completo, allora si corre il pericolo di sclerotizzare la religione nel giovane fino portarla con sé per tutta la vita come un elemento ristretto e privo di vita e non invece come una componente estesa alla comprensione percettiva del completo universo. Si prepara lo scolaro nel modo migliore ad accogliere in sé la gloria di Gesù Cristo dal nono - decimo anno di vita se prima lo si è introdotto nella divinità di tutto il mondo esistente ”……... (n.35, Ilkley 1923, p.176).
Poiché questo passaggio contiene delle importanti concrete finalità per la lezione di religione nel corso dei diversi periodi dell’età evolutiva, è stato riportato qui e si consiglia al lettore anche di studiarlo in modo completo. Il 5 febbraio 1924 dopo le conferenze di Natale Steiner precisò il rapporto tra la lezione di libera religione e la società antroposofica. (5.2.24, p.8). Si legga al punto citato. La risposta alla richiesta del
collegio insegnanti di un piano di insegnamento per le classi superiori (5.2.24) fu spostato al giorno











seguente. Poi Steiner rispose con un rifiuto alla domanda se non si potesse avere qualche elemento aggiuntivo utile al culto durante tutto l'anno:
…………“Così si imprime n gli scolari un'atmosfera suggestionante"……………….
Non vuole creare una questione di calendario; si dovrebbe comprendere tutto nel suo complesso .
Alla domanda sul materiale per la lezione di religione nella nona classe fu nominato nello stesso giorno ancora:
……………“Agostino, Tommaso"……………. (5.2.24, p.17).
Il pieno di insegnamento richiesto per le classi superiori però non fu più dato.
Al termine del corso di Berna per insegnanti a Pasqua 1924, su richiesta degli ascoltatori, diede un breve riassunto sul modo di condurre nella scuola Waldorf, oltre alle confessioni religiose, anche la lezione di libera religione per i figli di quei genitori che espressamente la desiderano:
……….“Per questi figlioli è indicato elaborare dapprima un tipo di didattica adatta alla lezione di religione. Per la lezione della religione cattolica ed evangelica importa molto la competenza degli insegnanti. Ciò che viene curato nelle nostre lezioni di libera religione sottostà completamente alle stesse leggi delle altre nella misura in cui si basano sulla conoscenza spirituale dell'uomo. Si imposti la lezione di religione in modo tale da sviluppare innanzitutto l’animico – spirituale nel giovane scolaro giunto al suo secondo settennio di vita; nel primo periodo di vita tutto questo era presente in modo naturale. Ho spiegato come il suo corpo durante il primo periodo si comporta nell’ambiente circostante in modo naturalmente religioso, poi tutto vive solo nell’anima mentre il corpo si emancipa , questa dedizione all'ambiente deve gradualmente risvegliarsi poi nell'anima e nello spirito; e lo si ottiene soprattutto se si cerca di sviluppare in lui la comunione al favoloso e al leggendario; si deve perciò soprattutto cercare di risvegliare in lui la percezione di gratitudine nei confronti dell'esistenza stessa, delle bellezze offerte dal mondo. Se si è in grado di risvegliare la gratitudine, essa si trasforma gradualmente in sentimento di amore e da questo si sviluppa moralità "………… (n.38, Berna 1924, p.81).
Nell'ambito della formazione del piano di insegnamento per la nuova 12ª classe in previsione dell’ esame di maturità da sostenere solo dopo un anno di preparazione, fu stabilito quanto segue il 30 aprile 1924 per la lezione di religione:
…………..“ secondo le varie situazioni , abbiamo dato un piano complessivo di insegnamento per la lezione di religione. Ma proprio nel vostro piano presentato non posso fare particolari correzioni, non c'è molto da cambiare per le classi superiori. L’obbiettivo sarebbe dare un quadro generale delle religioni del mondo nella 12ª classe, ma non in modo che questo quadro generale dia l'impressione che tutte siano sbagliate, al contrario, in modo che si dimostri nelle diverse forme








Il loro fondo di verità. Questo per il nono grado (il grado comprende 2 classi n. d. t.), all'ottavo si dovrebbe elaborare il cristianesimo in modo che poi nel nono sembri la sintesi delle religioni. Il cristianesimo dovrebbe venire elaborato nell'ottavo e poi nel nono invece le religioni nel mondo e da qui di nuovo una confluenza nel Cristianesimo. Nel settimo grado si dovrebbe impartire una specie di osservazione armonica dei vangeli, il Cristianesimo rappresentato nella sua essenza, nelle sue manifestazioni; a quell’ età evolutiva si conoscano i vangeli. Dunque, al settimo osservazione armonica dei vangeli, all’ ottavo Cristianesimo, al nono religioni del mondo (e il loro confluire nel cristianesimo n. d. t.) ". (30.4.24, p.36).
Allora la lezione di religione fu impostata nel modo seguente: primo periodo o grado = prima e seconda classe; secondo periodo o grado = terza e quarta classe; terzo periodo = quinta classe; quarto periodo = sesta classe; quinto periodo = settima classe; sesto periodo = ottava classe; settimo periodo = nona classe; ottavo periodo = decima classe; nono periodo = undicesima e dodicesima classe. Del piano di insegnamento richiesto per le classi superiori non se ne parlò più.
Alla richiesta di una storia biblica per la terza classe Steiner raccomandò la bibbia di Schuster ed aggiunse:
……………“È meglio se non la si tratta conforme al testo ma in forma libera. Si dovrebbero proporre ai giovani discepoli delle narrazioni soltanto in forma libera, il libro è soltanto un aiuto per la memoria"…………… (2.6.24, p.43).
Ci fu un quesito sulla storia biblica e i suoi diversi adattamenti didattici per la lezione di religione o per la lezione principale:
……………..“ miglior conoscenza si ottiene riflettendo sui due diversi momenti adatti a proporre le narrazioni bibliche e sulle loro motivazioni. La storia biblica nell'ambito del piano di studi generico è da considerarsi una narrazione al pari delle altre senza particolare colorazione religiosa, un argomento profano, un semplice contenuto narrativo al pari di altri letti nella storia della letteratura; se proponiamo invece la bibbia nel corso della lezione di libera religione, allora entriamo nella dimensione religiosa, la poniamo al servizio degli elementi di libera religione. Se presentiamo la differenza con tatto e non diamo ascolto a superficiali spiegazioni che potrebbero prodursi durante la lezione principale, allora potremmo applicare molto bene la nostra pedagogia proprio elaborando questa sottile differenza; c'è una differenza nel “come”, nel “modo”, proprio una grandissima differenza. I brani vengano prima narrati e poi letti per conferma.
Non voglio proprio credere che la Bibbia di Schuster sia un cattivo argomento di lettura"…………….. (2.6.24, p.43).
Il 19 giugno 1924 parlò dettagliatamente del rapporto della lezione di libera religione con la Christengemeinschaft (la comunità dei Cristiani). (19.6.24, p.52).
Nell'agosto 1924 Steiner tenne a Torquay il suo ultimo corso di conferenze sulla pedagogia, al termine delle quali diede risposte a domande degli ascoltatori e disse quanto segue della lezione di libera religione:








……………………..“Abbiamo un metodo scolastico, non confondiamolo con ciò che è l'attuale vita sociale, ma troviamo con l'antroposofia il miglior metodo per insegnare, abbiamo un vero metodo scolastico, ho fatto in modo da non obbligare ad una sola lezione di religione nel piano scolastico e che quella cattolica venga affidata al sacerdote cattolico, quella evangelica ad un pastore evangelico e così via …..…
Durante i primi anni il maggior numero di scolari proveniva in prevalenza dalla fabbrica di Emil Mol, venivano dei bambini dissidenti, figli di genitori senza religione e naturalmente la nostra coscienza pedagogica richiede che si dia loro qualche lezione di religione; per loro abbiamo introdotto la libera religione e l’ avvio ad una didattica corretta . Nel corso delle lezioni di libera religione insegniamo innanzitutto la gratitudine osservando tutte le cose della natura. Nelle leggende e nei miti si racconta semplicemente come agiscono le cose, pietre e piante ecc…e noi rivolgiamo l'attenzione dei giovani scolari alla percezione del divino in ogni cosa. Cominciamo dunque in un certo modo, vorrei dire con una specie di naturalismo religioso in forma infantile.
Il bambino non comprende nulla dei vangeli prima del periodo tra il nono e il decimo anno di età che ho citato, solo allora si possono proporre i vangeli e più tardi anche il vecchio testamento. Insegniamo dapprima ai bambini un certo tipo di religione naturale e per questa esiste il nostro metodo. Anche la lezione di religione normale dovrebbe essere impartita in modo analogo, dovreste scegliere gli elementi positivi della religione e farli notare all’alunno all’inizio in forma generica senza accostarsi alla storia biblica, poi tra il nono e il decimo anno si dovrebbe passare ai vangeli e solo più tardi, dal 12° - 13° anno di vita al vecchio testamento.
Così vogliamo immaginare la lezione di libera religione, anche quella cattolica ed evangelica, non ci preoccupiamo troppo… Per la lezione di libera religione c’è ogni domenica una forma di culto; un particolare culto si tributa per tutti, e uno anche per coloro che terminano la scuola a 14 anni. Le varie forme di culto si sono formate nel corso dei secoli e sono straordinariamente utili ad approfondire il sentimento religioso e vengono percepite dai bambini con un'incredibile solennità.
Al culto lasciamo partecipare anche i genitori; anche la lezione di religione libera si è dimostrata straordinariamente favorevole ed adatta a vivificare il cristianesimo. Il cristianesimo nelle scuole Waldorf è benefico perché il bambino, con la religione naturalistica proposta per i primi anni, viene avviato gradualmente nelle classi superiori alla comprensione del mistero del Cristo”…………………… (n.40, Torquay 1924, p.141).
I dati trasmessi da Steiner sono purtroppo rimasti incompleti e l’articolazione dei temi didattici per le singole classi non è stato dato e nemmeno Il piano dettagliato previsto per le classi superiori . L'impostazione tuttavia è chiara, rimane una difficoltà: le disposizioni date a Stoccarda propongono chiaramente la conoscenza del vecchio testamento nel primo periodo, e sempre in corrispondenza a questo periodo anche Dio padre e il divino regnante nella natura deve venire comunicato ai giovani scolari.


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