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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: La psicosintesi di Roberto Assagioli
Messaggio da leggereInviato: 04/11/2012, 13:44 

Iscritto il: 04/10/2012, 15:38
Messaggi: 31
Ah, per la prima domanda, non credo che sia d'accordo con la tua ipotetica risposta... Ti riscrivo pari pari quello che intende Assagioli ( e che a me pare plausibile ) e che avevo gia' espresso nel primo post:

<<3- l'inconscio superiore (nella parte alta) che include "le nostre intuizioni e le ispirazioni superiori, artistiche, filosofiche e scientifiche, le creazioni geniali, gli imperativi 'etici', gli slanci all'azione altruistica; gli stati di illuminazione, contemplazione, estasi.">>

Per la seconda questione, sono ovviamente punti di vista diversi: uno a mio avviso e' quello di partenza, l'altro quello del cammino in crescita... Ma qui ci sarebbe molto, molto altro da dire... Altro che riassunti :lol:


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 Oggetto del messaggio: Re: La psicosintesi di Roberto Assagioli
Messaggio da leggereInviato: 06/11/2012, 12:49 

Iscritto il: 19/08/2012, 9:35
Messaggi: 99
vengo a rompere i coxxxxni anche qui :lol:
(così, ora mi arriverà notifica per venire a vedere gli aggiornamenti).

Qua ritorna il discorso "oggettivo" e "soggettivo".
Ora il mondo oggettivo, quale "dato" fuori di noi, è il mondo di Dio creatore, sul quale poco possiamo dire; dobbiamo prenderne atto, punto.
Al quale si va a contrapporre la "soggettività" (umana, e anche di Assaggioli).
Ora, con Steiner, abbiamo visto che l' oggettività NON è estranea all' uomo, ma lo percorre, è il suo stesso "pensare" come attività!
Quindi, ora esiste una "oggetività" che non è estranea, esterna all' uomo, ma è insita nell' uomo stesso!
Ora, ogni altro tipo di oggettività... in quest' epoca soprattutto, tende a ritirarsi!
L' immagine più emblematuica è che invece che una verità (oggettiva ma esterna) si ricerca la libertà (soggettiva: tot capitae tot sententiae); e si dà più importanza ad una libertà soggettiva che ad una verità oggettiva!
Non è così??? almeno, nel nostro periodo??
Dunque, la strada dell' oggettività LA' fuori, fuori dall' uomo (la verità così intesa ad esempio) stà sempre più perdendo importanza!
Ma allora... quello che resta è la soggettività??
No certo; una certa oggettività a partire dall' uomo va ricercata (ma non è ciò nel pensare?)!!
Ma questo poi porta come sempre a dire: è qualcosa che ha partorito Assaggioli - uomo; quindi le verità... ci devono sempre ancora una volta venire "da fuori"?? Se non da Dio, da Steiner??
Ed allora... molto meglio la mia soggettività, che però cerca di giungere ad una oggettività, rispetto che ad una oggettività imposta da fuori!
Se l' uomo deve proseguire, sarà proprio da qui!
La mela è la mela, il triangolo è il triangolo: il creato è il creato! Basta! Finito! Più niente da dire.
Ora spetta all' uomo... parlare (non alle stelle, non a dio) e anzi, queste si pongono finalmente in ascolto dell' uomo che parla (e magari straparla anche).
Ora se vogliamo dobbiamo veramente trovare NELL' uomo stesso quanto di lui c'è di soggettivo e quanto di oggettivo!
Io la mia l' ho già detta! L' uomo è inscindibile in ciò!! Difficile essere "solo" libero; ma può sempre di più diventarlo (come gradiente di libertà) all' interno della sua necessità, di quanto dato.
OK il pensare è quanto può liberare l' uomo! ma liberarlo sempre di più e non completamente; l' espiro non potrà mai vivere senza un consequenziale inspiro!
Insomma, butto a mare Assaggioli... perché... umano??
E Steiner allora cos' era? Nulla più di umano (= necessità), ma solo "pensare oggettivo"?? Ma se così fosse io so' bene chi buttare giù dalla Torre!
Non voglio risposte preconfezionate; quelle le abbiamo già avute fino a poco fa!
Ora Dio è morto (no?), e anzi, ogni dio è morto; l' oggettività FUORI dell' uomo non ha più niente da insegnarci ormai.
Resta questo groviglio così inestricabile (tranne che per gli antroposofi, sembra) tra una mia soggettività ed una mia oggettività; non voglio "eliminare" la mia soggettività (provaci!!! :lol: ), anzi la voglio riconoscere! Voglio però trovare "in" questa mia soggettività riconosciuta (come corpo fisico, come temperamento, come carattere, come doti, come impulsi, come istinti non necessariamente animaleschi) qualcosa che proprio perché partendo da un contesto differente (il pensare, che è "sopra" od oltre la mia immagine soggettiva!!!) posso "trasformare" questa necessità data, in una nuova necessità. Io chiamo "libertà" questo tipo di percorso.


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 Oggetto del messaggio: Re: La psicosintesi di Roberto Assagioli
Messaggio da leggereInviato: 08/11/2012, 11:30 

Iscritto il: 04/10/2012, 15:38
Messaggi: 31
robinson ha scritto:
Ora se vogliamo dobbiamo veramente trovare NELL' uomo stesso quanto di lui c'è di soggettivo e quanto di oggettivo!
Io la mia l' ho già detta! L' uomo è inscindibile in ciò!! Difficile essere "solo" libero; ma può sempre di più diventarlo (come gradiente di libertà) all' interno della sua necessità, di quanto dato.
OK il pensare è quanto può liberare l' uomo! ma liberarlo sempre di più e non completamente; l' espiro non potrà mai vivere senza un consequenziale inspiro!
[...] Voglio però trovare "in" questa mia soggettività riconosciuta (come corpo fisico, come temperamento, come carattere, come doti, come impulsi, come istinti non necessariamente animaleschi) qualcosa che proprio perché partendo da un contesto differente (il pensare, che è "sopra" od oltre la mia immagine soggettiva!!!) posso "trasformare" questa necessità data, in una nuova necessità. Io chiamo "libertà" questo tipo di percorso.

Ciao Robinson,
scusa se ti cito in sintesi (e scusate tutti se ricomincio anch’io a rompere), ma a me questo tuo bel passaggio pare molto attinente alla <<psico-sintesi>>, non solo di tipo assagioliano. Se noi siamo qui a scrivere (e/o leggere) svariati post su un forum di scienza dello spirito, è perché in fondo siamo tutti più o meno consapevolmente (e/o liberamente) interessati ad un percorso di questo tipo.

Non vogliamo credere necessariamente al divino in quanto verità imposta all’uomo, ma superare liberamente l’ontologica barriera tra il primo ed il secondo: l’uomo ed il suo principio trascendente non sono diversi e divisi, ma contigui ! Entrambi appartenenti ad uno stesso spettro di coscienza che si manifesta con diversi livelli di “frequenza”: dallo spirito alla materia (e viceversa).

Al riguardo, mi pare molto attinente la cartografia di Roberto Assagioli come rappresentazione (soggettiva e parziale, certo) dell’unità bio-psico-spirituale, che pone al centro la sfera della coscienza ed ancora al centro di questa l’io o sé personale. Lavorando in un certo modo, con la tecnica psicosintetica, piuttosto che con altri esercizi di concentrazione/meditazione/ecc. si potrà espandere (non perdere) la propria dimensione cosciente sino al Sé superiore come vetta spirituale. Ma lo stesso tipo di percorso potrà ovviamente essere indicato con altre cartografie, oppure per il tramite di vie diverse (e mappe ovviamente diverse)... Anche se, in qualunque modo, tutte ripercorrono archetipicamente la stessa traiettoria della grande catena dell’essere (descritta nella cosiddetta filosofia perenne).

Discorrendo di stadi evolutivi (si dice che l’ontogenesi ripercorra la filogenesi), possiamo molto schematicamente tratteggiare un tragitto che parte da una sfera di tipo istintivo sub-conscio, pre-egoico e pre-personale; sino ad un livello mentale auto-cosciente egoico e personale; per raggiungere la vetta della dimensione spirituale super-cosciente e trans-personale. Del resto mi pare che anche il pensiero di Rudolf Steiner non si discosti molto da un tipo di argomentazione simile in linea del tutto generale; pur ovviamente con le dovute sfumature soggettive e forse con una maggiore consistenza della struttura concettuale rispetto ad altre discipline.

Ken Wilber, da alcuni autori definito l’Einstein della coscienza, parla al riguardo di dodici stadi del ciclo vitale o <<modo approssimato del senso del sé>>: pleromatico, uroborico, corporeo, di appartenenza, ego/persona, ego/avanzato, ego/maturo, bande biosociali, centauro, sottile, causale, atman. Possiamo tuttavia comparare questi stadi così rappresentati e schematizzati con altri tipi di percorsi e cartografie degli stati di coscienza attinenti ad altre discipline psicologiche e/o esoteriche tipiche della cultura occidentale o anche orientale.

Abbiamo già visto altrove la cartografia antroposofica di Prokofieff; qui stiamo analizzando la psicosintesi con cenni alla psicologia transpersonale di Wilber; ma egli stesso ha messo a confronto una vasta mole di dati proveniente dalla kabbalah, piuttosto che dalla psicologia umanistica di Maslow o dalla struttura kundalini dei chakra, ecc. ecc. Lo so che siamo qui per parlare principalmente di Steiner ed in particolar modo di FdL, ma a me personalmente un lavoro comparativo di questo tipo pare piuttosto interessante...

Comunque, se la cosa può interessare, proverò ad allegare in seguito qualche tabella esplicativa e comparativa di Ken Wilber tratta da <<Il progetto Atman>>; ma per ora mi fermo qui con la mega-rottura...

A più vecchi :lol:


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