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 Oggetto del messaggio: FAUST di Sokurov
Messaggio da leggereInviato: 11/09/2011, 0:19 
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Iscritto il: 13/07/2011, 20:31
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Cari amici, questo pomeriggio, nell'ambito della Mostra del Cinema di Venezia, ho visto il Faust di Sokurov, che qualche ora dopo ha pure vinto il leone d'oro (buon intuito? non tanto, è che mi piacque molto un suo film precedente, l'Arca Russa).
E' un'opera, ovviamente, piena di richiami esoterici e di simboli, ma anche di immagini veramente meravigliose e, soprattutto, significative.
Più che pensare "ho visto un capolavoro", uscendo mi dicevo "ho visto un grande film, ma anche qualcosa che va oltre un film".
Due ore e un quarto: nulla per chi entra veramente nel film, un po' come vedere un'opera di Wagner, che più come spettatore sei attivo e più cose essa ti dà, e non ti stanchi mai. Due ore e un quarto? Quindici minuti. Pesante? Leggerissimo.
Ne parlerò ancora, c'è tempo, anche perché prima di farlo girare devono doppiarlo. Intanto direi: non perdetelo.


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 Oggetto del messaggio: Re: FAUST di Sokurov
Messaggio da leggereInviato: 11/09/2011, 11:14 

Iscritto il: 25/07/2011, 21:36
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Così anche tu caro Gino hai frequentato il Lido... Grazie x questa recensione. Anche il film segnalato da Longblu tempo fa era interessante (Angel-a).
Io oggi sono alla Fenice per La traviata, sarò in balia dell'emozione!!!


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 Oggetto del messaggio: Re: FAUST di Sokurov
Messaggio da leggereInviato: 11/09/2011, 20:15 
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:idea: ATTENZIONE: se pensate che avere ulteriori notizie sul Faust vi rovini il piacere del film prima di vederlo, non leggete ora i post che seguiranno! ;)

In effetti, ripenso spesso a quelle immagini. E noto ora, più che allora, che mentre sin dall'inizio Faust si trova stretto, addirittura assurdamente avvinghiato, tra uomini, parlando con loro, o lottando, o praticamente senza vero motivo (e ne viene fuori una certa oppressione, accentuata dai piccoli spazi medievali), nel film, pian piano, gli spazi si allargano sinché, nello stupendo finale, abbiamo una terribile solitudine infinita: la libertà, ma anche la solitudine disperata della libertà (e ancora poco prima Faust aveva lottato avvinghiato a delle ombre di morti). Ma sempre sugli spazi oppressivi, fantastica la scena in cui dallo stesso arco cercano di passare contemporaneamente, e si ostacolano sarcasticamente, un corteo funebre in un senso e un carro di maiali in senso contrario.

La figura di Mefistofele. Sokolov deve ben aver studiato qualcosa di antroposofia (io sento anche echi di Tarkowski, che antroposofo si dichiarava, ma era assai più statico e, troppo spesso, noioso). Mefistofele è un Arimane perfetto, inafferrabile, intelligente: fisicamente ha le "giuste" deformità (non vi tolgo la sorpresa, c'è), e riesce ad affascinare, nonostante tutto, alcune donne. Certo, è un usuraio, e il suo potere è quello del denaro, l'ultimo a cedere. Ma sembra umano, viene rispettato o temuto, partecipa: il suo aspetto terrificante è proprio nella sua quasi normalità.

Un solo personaggio si scaglia contro di lui: il padre di Faust, medico o guaritore che tortura i suoi malati (ma all'inizio non sappiamo che sono pazienti, crediamo a torture di prigionieri, e in questa ambiguità c'è tutto l'umorismo di Sokolov verso la medicina ... ufficiale) che lo aggredisce e lo scaccia. Invece la madre di Margherita si fa sedurre dal suo oro.
Mi sono chiesto che cosa rappresentino queste due figure. Direi che il padre porta i valori della scienza, piuttosto priva di sensibilità ma con buone intenzioni; la madre sembra invece un riferimento alla tradizione ed alla relativa ottusità, alla sua cattiveria, alla sua corruzione morale, come dire che essa è ormai inadeguata.

Il tutto viene portato senza intellettualismi, con la potenza delle immagini e le incertezze della comprensione. Le presenti parole non valgono nulla sinché non si è goduto di quel colore stinto che è quasi un bianconero, e sinché non si siano godute le rare scene di vasti spazi, come una certa panoramica che si apre dall'alto su un bosco di un verde albino, irreale e pericoloso, in cui i personaggi improvvisamente tornano ad essere piccoli puntini che disturbano l'immensità della terra matrigna.


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 Oggetto del messaggio: Re: FAUST di Sokurov
Messaggio da leggereInviato: 14/09/2011, 11:29 
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Iscritto il: 13/07/2011, 20:31
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La critica è fortunatamente concorde nel parlare di questo Faust come di un capolavoro :o . E' stata sottolineata la forza di alcune immagini (non certo estetizzanti, cioè viste come un panorama da godere in sé e per sé, come in tanto cinema italiano recente) :? :cry:
In particolare, quando Margherita va a casa di Faust e, nonostante tutto remi loro contro, si guardano a lungo in silenzio, Sokolov esprime lo scoccare della scintilla dell'amore con due lunghi primi piani delle singole teste e dei volti, resi al rallentatore e letteralmente inondati di luce "interna" sino a trasfigurarsi. Tempo sospeso, atmosfera magica: non è forse questo l'amore?
Quando poi egli la coglie sulle magiche rive di un piccolo fiume, o sorgente (ma è il luogo dove certe anime si ritrovano per certi tormenti ... ) egli l'abbraccia e tutt'e due cadono dolcemente nell'acqua e svaniscono lentamente verso il fondo. "Quel giorno più non vi leggemmo avante": come in Dante l'atto sessuale viene poeticamente accennato e taciuto, lì dalla doppia negazione, qui dallo sprofondarsi nell'azzurro - ma ora non più in eccesso di luce, bensì in immersione e dissolvenza dei corpi nell'acqua.
Peraltro, l'attenzione ai quattro elementi, con una predominanza della terra, talora oppressiva, si estende per tutto il film. Nella scena del lavatoio (non immemore di quella di Tarkovski a Bagno Vignoni in Nostalghia) l'acqua appare come un'oscura forza legata al femminile. Peraltro, nella scena del bosco in cui si formano le due coppie Faust\Margherita e Mamma di lei\Mefistofele, che vagano, spariscono, si e ci confondono, dialogano senza vedersi ecc., l'asciuttezza autunnale del paesaggio tra gli alberi ha certamente una valenza maschile; e il fatto che il sentiero annunciato in realtà non esista, e tutti vaghino per un pericoloso - ma non troppo - piano inclinato, fa percepire direttamente i vari aspetti della tentazione in atto: cadere è possibile, perdersi è possibile, ci manca la terra sotto i piedi (tutto è fogliame) e nessuno è totalmente buono.
Sicuramente tornerò a rivedere il film doppiato ;)


Ultima modifica di ginogost il 14/09/2011, 12:11, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: FAUST di Sokurov
Messaggio da leggereInviato: 14/09/2011, 11:42 
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La scelta degli attori.
Margherita ha forme piene, candide, graziose, quasi infantili. Perfetto per la vitalità dell'eterico e per l'ingenuità della protagonista.
L'usuraio-Arimane (si chiama Mauritius, nome che deriva dai Mauri africani, ora usato per indicare nero, moro - ed è chiaro di capelli, estrema falsità) è stato definito indimenticabile. Sono d'accordo. Ora subdolo, ora "gentile", ora vigoroso, ora indebolito, ora vecchio, ora ringiovanito: le mille facce inafferrabili di Mefistofele.
La madre di Margherita: donna che porta nel volto un passato non tranquillo (vedova corrotta) bloccato entro una maschera di rigidità ipocrita, che la invecchia più del "dovuto": non subito evidente, ma perfetta.
Faust: era la scelta più difficile, e probabilmente Sokolov ha tenuto presente anche qualche ritratto di Goethe. L'insieme risulta felice, talora sconcertante, talora forse troppo alla Depardieu (col nasone rembrandtiano), ma nell'insieme assai buona scelta tra lo spirito e la carne.
Wagner, l'assistente: visivamente buono, tuttavia per me è la figura meno interessante, meno necessaria del film, superata, per esempio, da quella possente del padre di Faust (ma ne sembra un coetaneo). Come controcanto buffonesco - ma alla russa, cioè serio - ci può stare. Da rivedere, per me.


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 Oggetto del messaggio: Re: FAUST di Sokurov
Messaggio da leggereInviato: 27/03/2012, 23:57 
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E infatti lo rivedremo insieme, nel nostro piccolo gruppo allargato a simpatizzanti, relativo alla provincia di Venezia. Ci troviamo venerdì 30 marzo in casa privata, a proiettare il DVD.

Allora vorrei postare qui alcune note certo un po' troppo sintetiche, ma forse utili per chi non avesse dimestichezza con la figura di Faust. Essa esiste nella tradizione già prima dell'opera di Goethe, il quale comunque si ispira a questa figura per il suo capolavoro.

Faust è invecchiato senza raggiungere la vera conoscenza e rimpiange anche le gioie non godute. Stringe un patto con Mefistofele, cui andrà la sua anima se un giorno si dovesse dichiarare pago, dicendo all'attimo: "Fermati, sei bello!"
Il diavolo gli dona ricchezza e gioventù poi lo aiuta a sedurre Margherita, che verrà condotta verso una serie di disgrazie. Faust non si cura di lei, finché sa che è in carcere accusata di aver ucciso il figlio che lui le ha dato. Margherita rifiuta il suo aiuto appellandosi agli angeli. Nella seconda parte Faust si innamora di Elena di Troia, conosciuta tramite i poteri di Mefistofele, ma sceglie di allontanarsene - da qui con i due vi è pure lo schifosetto homunculus, creato in laboratorio dal suo aiutante Wagner, che non ha corpo adeguato, quasi solo ha testa, e deve vivere entro una fiala (immagine di vita carente dell'aspetto volitivo). Poi Faust ottiene pure l'amore di Elena (la donna più bella del mondo), poi si dedica ampiamente all'azione (bonifica delle terre) e infine muore, ma gli angeli lo sottraggono a Mefistofele-Arimane.

Come si vede la figura di Faust è satura di aspetti simbolici, così come tutte le altre. L'uomo che sacrifica la sua umanità al desiderio egoistico di conoscenza è solo parzialmente colpevole, ma l'umanità femminile sarà la sua vittima innocente e designata. Il patto con il diavolo, la cessione dell'anima, vale a dire la caduta nella tentazione diabolica, è presente da sempre nelle leggende a partire dal medioevo. Come si vede l'ansia di conoscenza di Faust tende a produrre soprattutto morte, o appagamento egoistico, ma questo in realtà non può soddisfare Faust, che proprio per ciò si salverà (diciamo che nell'anelito verso la verità vi è, nascosto, anche quello verso il bene).
Ma la ricerca solo di testa produce homuncoli, mostri non veramente incarnati, deboli nella volontà e nell'azione. Tanto più se la ricerca è di "seconda mano", cioè opera del suo assistente, e dunque priva dell'impulso vitale primo. Il segreto della vita sfugge all'uomo. Mefistofele lo tenta (Arimane appunto vorrebbe impadronirsi del segreto della vita, ma non è in grado di comprenderlo) mostrando i suoi poteri di essere superiore, tuttavia l'ansia di conoscenza di Faust comporta anche una relativa capacità di non meravigliarsi troppo per i continui prodigi. Si noti che in Goethe come in Sokurov ci sconvolge la vicinanza all'uomo di Mefistofele, la sua relativa "umanità", il suo capire le debolezze e quasi usarle come propria maschera. A dimostrare come l'errore sia cosa vicina all'uomo, così come al demonio.


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 Oggetto del messaggio: Re: FAUST di Sokurov
Messaggio da leggereInviato: 02/04/2012, 16:38 
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Dopo la proiezione è sorta una piccola discussione sul forum privato. Provo qui a riassumerne gli elementi e rispondere per quanto mi riguarda.
Comincio citando quanto ha scritto uno di noi (divido in più parti).
Cita:
le scene finali dopo il tuffo sono un po confusionali, ad esempio la scena nella casa indica che sono entrambi morti?
Chi muore è certamente la madre di Margherita, mi pare che lei sopravviva.
Cita:
i gatti presenti in gran quantità? forse per indicare che era il momento di pagare il contratto con mefistofele?
Alla prima visione non avevo fatto gran caso alla continua presenza di animali, che fanno un po' da contrappunto\commento ai vari episodi. Ricordo la notturna civetta vicino alla statua del Cristo abbracciata dall'usuraio-Mefistofele (direi che sottolinea il carattere teatrale e superficiale, cioè "civettuolo" del comportamento di costui) , o le oche spesso presenti, a sottolineare comportamenti piuttosto vani e loquaci, mentre i topi mostrano in certo modo il consumo di vita che viene dal demonio e lo stantio pericoloso che lo accompagna. I gatti sono presenti più volte: nella scena della morte della madre io direi che hanno qualcosa di infantile, sono rimasti senza la persona che li accudiva. Mah, occorrerà rivederlo tutto solo per osservare tutto ciò. E il coniglio (spaurito) in chiesa, quando Margherita viene ingannata\sedotta? E i cani che corrono in mezzo alle tombe? In certo senso la natura si fa beffe dei complicati vissuti umani, e rimane sempre uguale a sé stessa... Sappiamo che gli animali rappresentano\sono le parti dell'uomo che si sono staccate da lui, sacrificandosi ed incarnandosi in anticipo, dunque non potendo più evolvere, mentre l'uomo li contiene tutti in sé e li deve equilibrare. Mi sa che anche il nostro regista ne è a conoscenza.
Cita:
i tre mostri cosa rappresentano? di cui 2 lo seguono quando parte con il cavallo nero, e poi perché l'armatura?
Per me quei mostri\zombi sono gli incubi e i sensi di colpa che appaiono in seguito all'omicidio, e per un po' inseguono appunto Faust. Che forse si protegge da essi con l'armatura, cioè con la barriera delle autogiustificazioni, degli indurimenti, delle rigidità che entrano in noi con l'errore. Faust e Mefistofele si tolgono l'armatura quando non sono più in mezzo agli uomini, quando sono soli. L'armatura delle convenzioni sociali, delle ipocrisie, delle falsità, deve essere tolta quando si sale al mondo spirituale (dove infatti trova coloro che sono morti, ma ancora tormentati e ancora "vampireschi" verso di lui vivo). Sono evidenti anche i riferimenti danteschi.
Cita:
Il film mi è piaciuto anche se devo dire che avrei fatto piu chiarezza sul male o bene che ha causato agli altri, ma forse avrebbe perso lo stile.
Ci sarebbe anche da discutere appunto sulla "produzione" di karma: Faust ne crea moltissimo, è figura che modifica le situazioni con il suo desiderio di conoscere e di vivere. Un prototipo per l'uomo (v. Ulisse nell'Inferno di Dante).


Ultima modifica di ginogost il 02/04/2012, 16:58, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: FAUST di Sokurov
Messaggio da leggereInviato: 02/04/2012, 16:58 
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Altri hanno trovato che (dal forum privato, spero che nessuno si senta "violentato" per questo spostamento in pubblico; spero anzi che la discussione continui qui).
Cita:
Non posso dire di aver amato questo film, ieri sera dai nostri molto ospitali amici! Però è valsa la pena di vederlo
Cita:
Fotografia stupenda

Cita:
per me, la scena più bella è stata il lasciarsi affondare in quell'acqua meravigliosa di Faust e Margarethe, ho nelle orecchie ancora il suono di quel tuffo, forse poteva finire lì...E poi, cosa è successo? Non ricordo
Piaciuta molto anche a me, così come il fermo immagine sui volti dei due quando si innamorano, pieno di luce e di eternità.
Notevole che anche per te il film un po' "finisce qui". Però si tratta forse del profondo ed antico desiderio del lieto fine, della favola che finisce in matrimonio. Ahimè, Faust è figura dei tempi moderni.


Cita:
(Liarem)forse ci si aspettava che i due tuffati si amassero più a lungo, invece prevale il tempo dell'annullamento, morire insieme è amore ma può essere anche un fuggire dal mondo grigio in cui non si sa vivere,
in effetti, l'amore è una favola per il lato femminile, cioè dal lato di Margherita. Per Faust è solo una delle esperienze di vita di cui è avido. Lui solo va oltre ... nel bene e nel male.


Ultima modifica di ginogost il 05/04/2012, 22:17, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: FAUST di Sokurov
Messaggio da leggereInviato: 05/04/2012, 14:18 
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]per cortesia introduci i nostri interventi,(Michela e liarem) per esteso e con il nome dell'autore, perché frammentarli e renderli anonimi? già scriviamo poco, e se anche il poco viene annacquato e sommerso si scoraggiano gli ulteriori interventi


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 Oggetto del messaggio: Re: FAUST di Sokurov
Messaggio da leggereInviato: 05/04/2012, 22:11 
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Iscritto il: 13/07/2011, 20:31
Messaggi: 585
liarem ha scritto:
]per cortesia introduci i nostri interventi,(Michela e liarem) per esteso e con il nome dell'autore, perché frammentarli e renderli anonimi? già scriviamo poco, e se anche il poco viene annacquato e sommerso si scoraggiano gli ulteriori interventi

Ehm, mi mancava il vostro permesso...
Per ora ho il tuo.


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