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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: PERSONAGGI
Messaggio da leggereInviato: 09/10/2011, 14:42 

Iscritto il: 13/07/2011, 7:20
Messaggi: 159
Da "Una vita inquieta alla ricerca della profondità: il p. Giuseppe Trinchero (1875-1936)", di Alberto M. Camici, pubblicato su BARNABITI STUDI 16 (1999) pagg 328-353 e liberamente accessibile in rete (http://www.storicibarnabiti.it/PDF/BS%2016%20camici.pdf) riporto dalla nota 7 di pag. 329 alcune righe su Andrzej Towianski, che potranno forse interessare gli Apostoli della Fede:
"Andrzej Towianski, riformatore polacco (1799-1878), [...] svolse la sua attività dottrinale-morale, prima in patria e dal 1840 in poi in Belgio, ove pubblicò lo scritto metafisico fondamentale: «Biesiada» (= banchetto), messo all’indice da Pio IX. In Francia fondò il Circolo di Parigi ed esercitò influsso su A. Mickiewicz e in Svizzera svolse la sua attività pedagogica. In Italia, a Torino, fiorì attorno a lui un circolo di ammiratori capeggiato da Tancredi Canonico ed anche il nostro scrittore Fogazzaro subì l’influsso del pensatore polacco. Il suo sistema metafisico e morale, percorso da una intensa corrente di misticismo, era antirazionalistico e antiautoritario (e per questo fu confuso spesso con il modernismo). Subì gli influssi di Saint Martin, Swedemborg e Grabianka. La sua metafisica, eteronomica e progressista, fu denominata «Opera». Towianski non pretese mai discostarsi dal cattolicesimo, anche se rifiutava l’infallibilità pontificia; se ne distanziava inoltre per l’adesione al sentimento patriottico liberale. Gli scritti di Towianski, in francese e polacco, uscirono in tre voll. a Torino nel 1884 e nella stessa città, presso la Biblioteca Reale, si conserva ancora l’archivio towianista."
Poi, a pag. 336, leggiamo
"Nell’antroposofia il padre barnabita [P. Giuseppe Trinchero ]vedeva un naturale sviluppo del towianismo, così come la teosofia veniva da lui considerata una propedeutica a quest’ultimo. Ma mentre il movimento teosofico di Elena Blavatskij fondato nel 1875 era stato condannato da papa Pio X, il movimento antroposofico, anche se aveva avuto la medesima origine, no."
Infine, la nota 20, sempre di pag. 336, può forse interessare gli scaligeriani:
"Da un colloquio avuto personalmente con il sig. Romolo Benvenuti, uno degli anziani della Società Antroposofica di Roma, ho appreso con stupore la versione che viene ricordata in seno a tale gruppo e che coincide perfettamente con ciò che sappiamo dalle nostre fonti. Il sig. Benvenuti riportava a sua volta quanto lui stesso aveva conosciuto anni addietro dal dott. Bruno Rosselli dell’Istituto Centrale di Statistica. Anche la descrizione fisica data dal sig. Benvenuti coincide con le sembianze del nostro padre. In modo particolare si ricorda l’incontro che padre Trinchero ebbe con lo Steiner a Basilea. Il padre barnabita si recò in incognito alla sua conferenza e poté conoscerlo personalmente. Nel suo colloquio espose allo Steiner il suo dramma interiore, poiché, aderendo in tutto alla Scienza dello Spirito, era pur sempre un rappresentante della Chiesa. Lo Steiner confermò il Trinchero nelle sue aspirazioni, ma nello stesso tempo lo invitò a non lasciare la Chiesa Cattolica e di considerarsi come un profeta dei tempi a venire."


Ultima modifica di lorenzo il 19/11/2011, 9:45, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: PERSONAGGI
Messaggio da leggereInviato: 11/10/2011, 13:51 

Iscritto il: 12/09/2011, 8:29
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Ciao Lorenzo,

ti ringrazio di questa segnalazione che ho accolta con molto interesse.

Io ho frequentato la chiesa per molti anni, ma con una inquietudine simile a quella di padre Trinchero, forse perché mi sono accostato alla chiesa non da bambino, ma da adulto, e nonstante vi ho trovato un ambiente caloroso e amichevole, dal punto della coerenza intellettuale, c'erano molti buchi neri che dovevo accettare, perché senza spiegazione.

Isaia 55,9
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.


Ma sappiamo anche che il Signore "Abbassò i cieli e discese" (Sal 17,10), e mandando lo Spirito Santo, ci ha dato la possibilità di percepire i suoi pensieri.

Quindi non rassegnandomi mai, ho sempre cercato quei personaggi "di confine", che provavano a spiegare quello che non capivo.
Così passai dai teologi filologi che in qualche modo cercano di spiegarsi le cose, ma con una impostazione troppo materialista, ad esempio Alberto Maggi, Hans Kung, ecc.
Fino ai mistici, e tra questi incappai in Giovanni Vannucci, lo conobbi dopo aver letto un libro Il Cattolico e il mago di Carlo Crocella. Infatti questo Crocella era un grande estimatore di padre Vannucci.

Già iniziavo ad assaggiare il mondo esoterico e conobbi Steiner, ma non capii mai se il Vannucci lo conobbe, anche se le sue omelie lo possono far pensare.

Comunque, l'aver scoperto Steiner mi asorbì totalmente e nel tempo diressi progressivamente la mia attenzione all'antroposofia, fino al punto in cui arrivò anche per me la fatidica "crisi di coscienza".

Ora con molto interesse ho letto come la risolse il padre Trinchero, e del consiglio che lo Steiner stesso gli diede, di rimanere nella chiesa cattolica "come un profeta dei tempi a venire".

Ora io mi trovo ancora in piena crisi, ho lasciato la frequentazione della chiesa, il cui rito costituiva un forte stimolo alla mia crescita interiore: il ritmico confronto con le letture dei vangeli e con la comunità, stimolava indiscutibilmente la necessità di operare scelte continue, che non frequentando possono rimanere nella parte remota della nostra anima, silenti, ovvero accantonate.

E non avendo cominciato un sistematico sviluppo interiore, con i mezzi dell'antroposofia, sia per mancanza di forza, e anche di coraggio. L'incontro con la nostra componente più oscura mette sempre paura, e ci si potrebbe riempire di cose da fare: "triarticolazione sociale, arte ecc.", per rimandare quell'incontro con il G.d.S. che è la vera porta d'ingresso nel mondo spirituale.

Così ne carne e ne pesce, vago nel limbo dei senza partito. Con la speranza di intravedere una via, e ti ringrazio per avere postato questo personaggio, che comunque ha passato questo mio momento.

Un saluto Pierfrancesco


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 Oggetto del messaggio: Re: PERSONAGGI
Messaggio da leggereInviato: 11/10/2011, 16:14 

Iscritto il: 12/09/2011, 8:29
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Ho forse trovato in rete un mantra che Rudolf Steiner compose per Padre Giuseppe Trinchero, che però è in lingua tedesca ed è questo:

In den Weiten der Raumeswelt
Waltet hellerstrahlendes Licht,
Dass die Dinge sich offenbaren;
In den Tiefen des Menschenherzens
Wird das Licht Gedankenkraft,
Dass die Seelen leben können.

Licht des Herzens und Licht der Welt:
In ihrem Finden lebet Gott
In opfernden Menschenseelen.
So wachet der Mensch
Im Sinnes-Weltenlaufe.

In den Weiten der Geisteswelt
Waltet sinnverlöschend Finsternis,
Dass der Geist sich künden kann;
In dem Leben der Menschenseele
Wird die Finsternis Gotteshelle,
Dass die Menschen Geist eratmen.

Geist der Seele und Geist der Gotteswelt:
In ihrem Finden lebt der Mensch
In gnadestrahlendem Gottes-Wirken.
So schläft die Seele
Im Geistes-Weltenlaufe.

Und ziehet Wachen in Schlafesdämmerung,
Und ziehet Schlafen in Wachenshelle
So erscheinet Gottes Schaffen
In Welten-Sinnes-Offenbarung.

Für Pater Giuseppe Trinchero
9. September 1924


Qualcuno sa tradurlo?


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 Oggetto del messaggio: Re: PERSONAGGI
Messaggio da leggereInviato: 11/10/2011, 19:19 
cercherò di tradurlo in forma semplice ed immediata:

nel vasto mondo cosmico
irradia luce chiara
a manifestare ogni cosa;
in fondo al cuore
la luce diviene forza di pensiero
e così le anime possono vivere.

Luce del cuore e luce del mondo:
quando la trovi lì vive Dio
nelle anime attive e operose.
Così l'uomo veglia
nel mondo dei sensi.

Nel vasto mondo dello spirito
c'è la tenebra che oscura i sensi,
in modo che lo spirito possa manifestarsi;
Nella vita dell'anima
la tenebra diventa chiarore divino
in modo che gli uomini possano respirare spirito.

Spirito dell'anima e spirito divino:
nel cercarli l'uomo vive
nell'agire divino colmo di grazie.
Così dorme l'anima
nello spirito del mondo.

E dona veglia nel mondo del sonno
e dona sonno nella lucida veglia
così appare l'azione divina
manifesta nel mondo dei sensi.

per il padre Giuseppe Trinchero
9 settembre 1924

ho tradotto nel modo più semplice possibile e spesso così appare più chiaro il significato.


  
 
 Oggetto del messaggio: Re: PERSONAGGI
Messaggio da leggereInviato: 12/10/2011, 11:45 

Iscritto il: 12/09/2011, 8:29
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Località: Roma
liarem ha scritto:
ho tradotto nel modo più semplice possibile e spesso così appare più chiaro il significato.


Grazie mille liarem! Ora provo a meditarla.


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 Oggetto del messaggio: Re: PERSONAGGI
Messaggio da leggereInviato: 12/10/2011, 12:00 

Iscritto il: 12/09/2011, 8:29
Messaggi: 68
Località: Roma
La curiosità che ha suscitato questa figura, mi ha spinto a cercare altre informazioni sulla sua persona e ho scoperto che Padre Trinchero era molto avanti nello sviluppo spirituale, in fatti era membro della prima classe esoterica assieme a Colazza.

A History of the School of Spiritual Science: The First Class
Di Johannes Kiersch

Nota pag. 129
Rudolf Steiner was magnanimous when it came to non-anthroposophical spiritual connections and inclinations of Class members, though he did ask for loyalty where the leadership in Dornach was concerned. This is particularly evident from his statements on reconciling Class membership with membership of certain Masonic orders, which had become a problem, for instance, in Harry Collison's case (Address of 2 Sept. 1923 in London, GA 259; see Villeneuve 2004, p. 1162 and 1215 ff.). The same holds true for his dealings with Roman Catholic cleric Trinchero who was considered a 'representative' after joining the Anthroposophical Society in 1924 (note in members' records at the Goetheanum) and to whom he gave a personal mantra in September 1924

Orao, « Marie Steiner. L'Anima della Fedeltà », Graal, 25-26, 1989
In séguito alla scomparsa dello Steiner, nel marzo del 1925, si intensificò il collegamento « di intcriore operosità » con la Signora Stei­ner. « I signori Calvari, padre Trincherò, la baronessa de Renzis e Grii-newald, il poeta Onofri, il conte Colonna di Cesare e Calabrini, il dott. Colazza, l'ingegner Gentilli, Spaini, Federici ed altri, compose­ro intomo alla sua persona [della Signora Steiner] un serto di vario­pinte colorazioni umane, sul cui intreccio per lunghi anni, fu vivificata una successione di interessi e di comunione continua, intomo al lavo­ro che si svolgeva in Italia »

e in Possano udirlo gli Uomini (vol. III) di Sergej O. Prokofieff trovo questa frase di Steiner (pag.236) del 10.11.1924 che, forse a seguito proprio del mantra donato al Padre Trinchero un mese prima, potrebbe aver suscitato gelosie?

Si aggiunge che gli antroposofi sembrano dire così tante assurdità sulla mia malattia; vengono di nuovo sollevate delle versioni che creano soltanto del cattivo sangue. Nella questione viene persino immischiato il povero P. Trinchero. Ora sarò costretto a dire anzitutto qualche parola qui sulla bacheca. (O.O. 262, lettera a Marie Steiner del 10.11.1924)

Un saluto Pierfrancesco


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 Oggetto del messaggio: Re: PERSONAGGI
Messaggio da leggereInviato: 14/10/2011, 11:13 

Iscritto il: 13/07/2011, 7:20
Messaggi: 159
Grazie Liarem e grazie Pierfrancesco.
pierfrancesco ha scritto:
membro della prima classe esoterica assieme a Colazza.
ciò sconvolge le mie già fragili convinzioni! Tra le quali vi era quella che entrando nella classe un socio assumesse l'impegno di rappresentare l'antroposofia.
Evidentemente si rappresenta Michele e la sua schiera non perché si ha sempre pronta la citazione di Steiner, o non si perde occasione per invitare a mangiare biodinamico, a fare euritmia, a mandare i figli alla scuola Waldorf o praticare gli esercizi...ma perché si vive in prima persona la forza e l'essere della conoscenza antroposofica, al di là e al di sopra dell'apparenza esteriore, dell'abito che il destino ci ha cucito addosso.
Se questo è corretto, tuttavia fatico un po' a comprenderlo: nulla quaestio che un prete (o un pubblicitario o un generale) possa farsi socio, riconoscendo giustificata l'esistenza di una istituzione come la Libera Università di Scienza dello Spirito (aggiungo: e neppure che una comunità di Apostoli della Fede o una squadra di calciatori o una combriccola di cacciatori o di bancari, costituisca un gruppo della Società): le eventuali contraddizioni tra la sua appartenenza e la sua adesione se le vede e se le risolve in foro interiore. Ma la classe...
Altra cosa che mi lascia perplesso, ma dall'articolo di p. Alberto M. Camici, è dove si afferma che
Cita:
"mentre il movimento teosofico di Elena Blavatskij fondato nel 1875 era stato condannato da papa Pio X, il movimento antroposofico, anche se aveva avuto la medesima origine, no."
A parte la "medesima origine", mi pareva, invece, che questa condanna ci fosse stata, ma sicuramente ricordo male e/o non si trattò di un pronunciamento ufficiale.
E, per concludere, che dire dell'invito di Rudolf Steiner? Così come riportato (di terza mano) mi sembra un po' perentorio: forse Steiner si espresse in modo più rispettoso della libertà individuale, invitando p. Trinchero a valutare la possibilità di continuare il suo ministero, considerandosi al tempo stesso "come un profeta dei tempi a venire".
(ma ricordo di aver letto che Steiner pure disse ad uno: "Lei dovrebbe andare in Inghilterra". "Ma non so neppure la lingua!" obiettò quello. "Non importa, la impari!")


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 Oggetto del messaggio: Re: PERSONAGGI
Messaggio da leggereInviato: 14/10/2011, 11:17 

Iscritto il: 13/07/2011, 7:20
Messaggi: 159
@ Pierfrancesco
Su p. Giovanni Vannucci dell' ordine dei Servi di Maria (che trasse origine non da una singola personalità ma da sette santi fondatori nella Firenze del '200): sapendo che conosceva l'antroposofia stavo per recarmi a conoscerlo ma mi scappò l'occasione. Anni dopo lessi un suo testo, qualcosa come "Cosa possiamo prendere dall'antroposofia": mi pareva ben poco, e lo dimenticai.
Pierfrancesco ha scritto:
vago nel limbo dei senza partito. Con la speranza di intravedere una via
Io penso che la via è sempre individuale, ma ciò che oggi manca è la comunità adatta ai tempi nuovi, ovvero non una congrega dove viga lo spirito di partito, ma un'unione nella quale davvero l'io singolo possa entrare in comunione con altri io. Nella quale vivere "nella fiducia di appartenere come l'altro uomo libero ad un unico mondo spirituale, e di incontrarsi con lui nelle sue intenzioni." Una comunità che anticipi i tempi futuri, nella quale ciascuno riconosca che l'altro "riceve intuizioni diverse dalle mie da un comune mondo di idee. Egli vuole esprimere le sue intuizioni ed io le mie.[...] Un malinteso morale o un urto sono esclusi tra uomini moralmente liberi. Solo chi non è moralmente libero, chi segue l'istinto naturale o ha accettato l'obbligo di un comandamento, respinge il suo prossimo se anch'egli non segue lo stesso istinto o lo stesso comandamento." (citazioni da Filosofia della Libertà, cap. 9)
Se in piena coscienza ci guardiamo attorno, possiamo facilmente lasciarci prendere dallo sconforto. Può consolarci però la consapevolezza che la nostra vita non si svolge solo di giorno, e che di notte partecipiamo ad un mondo nel quale i nostri ideali possono vivere e trovare nutrimento. E magari, inaspettati, realizzarsi in qualche istante di grazia.


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